Le accuse contro le forze speciali australiane in Afghanistan
(Pars Today Italian) –– In questi giorni sta circolando parecchio un video in cui si vedono alcuni soldati delle forze speciali australiane che parlano di un loro commilitone che avrebbe ucciso un prigioniero «completamente obbediente», senza esitazione, durante una missione nel nord della provincia di Helmand, in Afghanistan, nel 2012.
La testata australiana ABC ha provato a ricostruire la vicenda grazie anche alla testimonianza di un soldato statunitense che era impegnato nella stessa missione, con cui Stati Uniti e Australia lavoravano insieme per fermare il traffico di droga del regime talebano in Afghanistan. Il video sta facendo molto discutere sia per le diverse violazioni attribuite alle forze speciali australiane nel paese, sia per il motivo per cui il prigioniero sarebbe stato ucciso. La vicenda riguarda un raid notturno condotto dalle forze speciali australiane nel maggio del 2012 nell’ambito di una più ampia operazione gestita dall’agenzia anti-droga statunitense (DEA). Il soldato statunitense intervistato da ABC – che ha chiesto di essere chiamato col nome di fantasia Josh per evitare ripercussioni – era un mitragliere che si trovava a bordo di un elicottero che avrebbe dovuto dare copertura agli australiani impegnati nell’incursione; Josh era anche incaricato di riportare i soldati alla base di Camp Bastion, da dove erano partiti. Josh ha raccontato che l’obiettivo era catturare e riportare indietro qualsiasi prigioniero fossero riusciti a prendere. Quella sera la missione sembrava essere andata molto bene per gli australiani: erano stati catturati sette prigionieri, ed erano stati legati con delle corde per evitarne la fuga. Quando arrivò nel punto concordato per recuperare soldati e prigionieri, il pilota dell’elicottero disse che a bordo c’era posto soltanto per sei prigionieri. Josh ha raccontato di aver sentito un attimo di silenzio, poi uno sparo, e un soldato australiano dire: «OK, adesso i prigionieri sono sei». A quel punto fu «piuttosto chiaro a tutti quelli coinvolti nella missione che [le truppe australiane] avevano appena ucciso uno dei prigionieri», ha spiegato Josh. Sebbene legato e «completamente obbediente», come si sente dire nel video girato il giorno dopo dai soldati australiani, il prigioniero sarebbe stato ucciso comunque, solo per liberare un posto sull’elicottero. Il filmato in cui i soldati australiani commentano l’uccisione di un uomo catturato proviene dalla videocamera montata sul caschetto del comandante di pattuglia di una missione che si era svolta il giorno seguente nella provincia meridionale dell’Uruzgan. I soldati parlano di una cosa ridicola e «sbagliata da moltissimi punti di vista», descrivono chi ha sparato come un «idiota del cazzo», e dicono di aver temuto che avrebbe sparato anche a loro.
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