Siria sollecita condanne mondiali alla Turchia per blocco l'acqua a Hasakah
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DAMASCO (Pars Today Italian) - Il presidente del parlamento siriano, Hammouda Youssef Sabbagh, ha chiesto alle autorità internazionali di condannare la Turchia di aver interrotto l'acqua a più di un milione di abitanti della provincia nord-orientale di Hasakah.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 17, 2020 02:58 Europe/Rome
  • Siria sollecita condanne mondiali alla Turchia per blocco l'acqua a Hasakah

DAMASCO (Pars Today Italian) - Il presidente del parlamento siriano, Hammouda Youssef Sabbagh, ha chiesto alle autorità internazionali di condannare la Turchia di aver interrotto l'acqua a più di un milione di abitanti della provincia nord-orientale di Hasakah.

Secondo  quanto riferisce Iran Press, il funzionario di Damasco ha inviato lettere al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, agli esponenti dell'UE, ai capi delle organizzazioni internazionali e all'Assemblea dei parlamenti regionali e arabi, esortandoli a intraprendere un'azione legale contro l'atto ostile di Ankara.

Il presidente del parlamento siriano ha condannato il governo turco per il taglio dell'acqua ala gente di Hasakah sollecitando le autorità internazionali di esercitare pressioni per fermare il brutali, illegale e disumano crimine della Turchia contro il popolo siriano.

 Un “crimine di guerra”: così la popolazione di Hassakeh nel nord-est della Siria, definisce quanto sta compiendo la Turchia verso di loro. Da quando i soldati di Ankara hanno occupato Ras Al Ein, nel tentativo di frenare l’autonomia della regione kurda in Siria, la regione di Hassakeh è privata di acqua potabile, condannando alla sete centinaia di migliaia di civili.

La Turchia ha rallentato per due mesi l’erogazione di acqua dalla centrale idrica di Alluk, interrompendola in modo totale 24 giorni fa. Al centro di Hassakeh l’acqua non arriva più da 11 giorni; nei quartieri settentrionali e nelle campagne circostanti da molto prima.

In un periodo di elevata temperatura – fino a 40 gradi - e con la rapida diffusione del Covid-19, quest’arma di pressione usata da Ankara contro russi e governo siriano rende i civili un ostaggio nelle loro mani.

Da quando la Turchia ha chiuso per punizione la pompa di rifornimento idrico, le cisterne locali sono ormai completamente vuoti, i rubinetti di casa inutilizzati, niente acqua da bere, per cucinare o lavarsi. I benestanti si procurano cisterne d’acqua da fuori città, che comprano a prezzi esorbitanti e impossibili per la maggior parte degli abitanti poveri.  In ogni caso, i commercianti d’acqua potabile non sono in grado di garantire cisterne a tutti comunque.

 

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