Usa e la guerra senza fine in Afghanistan
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KABUL (Pars Today Italian) - Gli Usa in Afghanistan hanno attuato una politica coerente con i loro interessi nell’area: questa ha reso l’Afghanistan dipendente non solo dal punto di vista economico ma anche politico, produttivo e militare. Ben noto è ruolo che gli Stati Uniti hanno avuto sin dall’intervento sovietico del 1979.  
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 17, 2020 04:26 Europe/Rome
  • Usa e la guerra senza fine in Afghanistan

KABUL (Pars Today Italian) - Gli Usa in Afghanistan hanno attuato una politica coerente con i loro interessi nell’area: questa ha reso l’Afghanistan dipendente non solo dal punto di vista economico ma anche politico, produttivo e militare. Ben noto è ruolo che gli Stati Uniti hanno avuto sin dall’intervento sovietico del 1979.  

In quegli anni il budget della CIA  destinato al Paese ha raggiunto i 3,2 miliardi di dollari, rendendola l’operazione più costosa della sua storia. Usa hanno organizzato i  mujahidin  nella cornice della loro strategia antisovietica: in seguito, con l’aiuto dell’Arabia Saudita e del Pakistan, indebolendo i mujahidin hanno favorito la nascita dei  Talebani.

Con l’invasione del 2001, solo nel primo anno di guerra, sono stati uccisi più di 5.000 civili. Tra il 2001 e il 2006, secondo l'UNICEF, circa 6.500 bambini sono stati uccisi e altri 1.500 sono stati feriti. Oltre che dall’impatto diretto delle violenze, molte vite sono state segnate dalle conseguenze della povertà e del sottosviluppo.

Le condizioni delle città oggi sono pessime: la gente è preoccupata, i combattimenti sono in corso in tutte le province e tanti distretti sono caduti nelle mani dei Talebani. L’esercito afghano non è abbastanza forte per combattere da solo i Talebani, che sono oggi più forti che in passato.

Considerando che i negoziati non hanno raggiunto alcun accordo preciso e che sotto il profilo della sicurezza la situazione del Paese è andata a peggiorare e possibile  che potrebbe  addirittura prospettarsi un’altra guerra civile.

La firma, l’accordo di pace tra Stati Uniti e Talebani ha reso chiaro il fatto che prima o poi questi torneranno al potere, o che quantomeno si assisterà ad un compromesso per la condivisione del potere tra il governo di Kabul e i Talebani, che nei fatti controllano già gran parte del Paese. Ma soprattutto nelle aree urbane, come la capitale Kabul, molti afghani temono ancora il ritorno dei giorni bui del regime talebano.

I problemi politici dell’Afghanistan sono da sempre radicati nella politica regionale. In passato le campagne dell'Inghilterra  e russe hanno dovuto affrontare i problemi afghani così come quelli dell’intera regione.

 Joe Biden si è detto propenso a rimanere in Afghanistan con una forza ridotta: la stessa posizione che esprimeva come vicepresidente durante l’amministrazione Obama  , dimostra che usa non si ritireranno del tutto dall’Afghanistan.

Il terrorismo mette in ombra ogni aspetto della vita economica, culturale e politica dell'Afghanistan. La comparsa di Isis (in arabo Daesh) ha prodotto un effetto soprattutto nel Sud del Paese, ed in particolare nella provincia di Nangarhar. Daesh ha una sua struttura ben organizzata e ben equipaggiata a livello militare, questo gruppo terroristico ha ucciso e rapito tanti afghani, soprattutto i capi dei villaggi, le persone più benestanti, i teologi, gli intellettuali, Isis ha elicotteri per trasportare I terroristi in Afghanistan.

Dopo vent’anni di guerra permanente l’Afghanistan è ancora il più grande produttore mondiale di oppio. L’economia dell’oppio è un complicato sistema di interessi e poteri che riguarda agricoltori, operai, trafficanti, politici, apparati di sicurezza, consumatori.

In Afghanistan circa la metà dei bambini fra i 9 e i 17 anni – 3,7 milioni – non vanno a scuola. Le ragazze rappresentano il 60% della popolazione minorile che non ha accesso al sistema scolastico e questa circostanza le espone a un maggiore svantaggio, aggravando la discriminazione di genere. 

 

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