Siria: esperto Onu, gli Usa devono togliere le sanzioni
L’esperta dei diritti umani delle Nazioni Unite Alena Douhan ha chiesto agli Stati Uniti di «rimuovere le sanzioni unilaterali che potrebbero inibire la ricostruzione delle infrastrutture civili siriane distrutte dal conflitto».
Sendo la Douhan che insegna diritto internazionale all’università statale bielorussa e l’Institut für Friedenssicherungsrecht und Humanitäres Völkerrecht cdella Ruhr-Universität Bochum e direttric e del Centro di ricerca sulla pace di Minsk, ha detto che «Le sanzioni violano i diritti umani del popolo siriano, il cui Paese è stato distrutto da quasi 10 anni di conflitto ancora in corso. Il conflitto e la violenza hanno già avuto un impatto disastroso sulla capacità del popolo siriano di realizzare i propri diritti fondamentali, avendo ampiamente danneggiato case, presidi medici, scuole e altre strutture». Le sanzioni Usa contro la Siria (dove tra l’altro sono ancora presenti truppe statuinitensi), entrate in vigore a giugno, sono di ampia portata e riguardano qualsiasi straniero che aiuti non solo il regime siriano nella ricostruzione del Paese devastato, ma prende di mira persino i dipendenti di società straniere e operatori umanitari che aiutano a ricostruire la Siria anche nelle aree non controllate dall’esercito di Assad che non sono state invase dalla Turchia e dai suoi alleati terroristi. Il Caesar Syria Civilian Protection Act, noto anche come Caesar Act, contiene le sanzioni statunitensi più ampie mai applicate contro la Siria. La Douhan si è detta preoccupata che «Le sanzioni imposte dal Caesar Act possano esacerbare la già drammatica situazione umanitaria in Siria, specialmente durante la pandemia di Covid-19, e mettere il popolo siriano a rischio ancora maggiore di violazioni dei diritti umani. Quando hanno annunciato le prime sanzioni ai sensi del Caesar Act nel giugno 2020, gli Stati Uniti hanno detto che non intendevano danneggiassero la popolazione siriana. Tuttavia, l’applicazione della legge potrebbe peggiorare l’attuale crisi umanitaria, privando il popolo siriano della possibilità di ricostruire le proprie infrastrutture di base. Il Caesar Act solleva serie preoccupazioni ai sensi del diritto internazionale a causa dei suoi illimitati poteri di emergenza di portata esecutiva ed extraterritoriale. Inoltre si traduce in un alto rischio di eccessiva conformità. Ciò che mi preoccupa particolarmente è il modo in cui il Caesar Act calpesta i diritti umani, compresi i diritti del popolo siriano alla casa, alla salute e a un adeguato standard di vita e sviluppo. Il governo degli Stati Uniti non deve porre ostacoli alla ricostruzione degli ospedali. perché la mancanza di cure mediche minaccia il diritto alla vita dell’intera popolazione».
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