Afghanistan, dubbi sul ritiro delle truppe d'occupazione Usa
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KABUL - Con l’avvicinarsi della data che dovrebbe in teoria segnare il ritiro del contingente americano rimasto in Afghanistan, Joe Biden dovrà decidere se onorare l’accordo stipulato un anno fa tra l’amministrazione Trump e i Talebani o se prolungare ancora una volta l’occupazione del paese asiatico e il più lungo conflitto nella storia degli Stati Uniti.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 24, 2021 03:22 Europe/Rome
  • Afghanistan, dubbi sul ritiro delle truppe d'occupazione Usa

KABUL - Con l’avvicinarsi della data che dovrebbe in teoria segnare il ritiro del contingente americano rimasto in Afghanistan, Joe Biden dovrà decidere se onorare l’accordo stipulato un anno fa tra l’amministrazione Trump e i Talebani o se prolungare ancora una volta l’occupazione del paese asiatico e il più lungo conflitto nella storia degli Stati Uniti.

Il presidente democratico potrebbe essere orientato ad avviarsi verso il disimpegno dall’Afghanistan, ma su questa strada restano ostacoli enormi che rischiano di far saltare il fragilissimo negoziato in corso.

Entro il primo maggio prossimo, gli Stati Uniti dovrebbero ritirare gli ultimi 2.500 militari che restano in Afghanistan. In base al già citato accordo del febbraio 2020, Trump aveva già ordinato l’evacuazione di duemila uomini poco prima del suo addio alla Casa Bianca. L’implementazione dei termini dell’intesa è stata però fino ad ora difficoltosa, soprattutto per quanto riguarda l’apertura delle trattative tra i Talebani e i rappresentanti del governo-fantoccio di Kabul.

I Talebani hanno in realtà rispettato in larga misura l’impegno a non condurre operazioni militari contro le forze di occupazione americane. Gli attacchi contro la polizia e l’esercito indigeno sono invece continuati, se non addirittura intensificati, mentre più in generale i “militanti” sono arrivati ormai a controllare o a contendere al governo afgano circa la metà del territorio del paese. La prima parte del 2020 era stata in effetti segnata da un calo di morti e livelli di violenza, ma proprio in concomitanza con l’inizio del negoziato tra Talebani e governo afgano a settembre questi numeri sono tornati a salire sensibilmente, come ha mostrato questa settimana un rapporto ONU.

Dopo il passaggio di consegne alla Casa Bianca, Biden ha ordinato una revisione dell’accordo di pace sottoscritto tra Trump e i Talebani. L’analisi del conflitto in Afghanistan sembra così ricalcare quelle avviate in più di un’occasione dalle precedenti amministrazioni, chiamate ad adottare una qualche iniziativa in grado di dare una svolta a una guerra senza soluzioni. Sostanzialmente identici sono anche i piani che sarebbero stati commissionati al Pentagono. Secondo la stampa ufficiale USA sarebbero tre: uno per restare in Afghanistan, ripudiando così l’accordo di pace, un altro per il ritiro e l’ultimo per rallentare l’uscita di scena dal paese occupato dal 2001.

Se si considera che l’accordo firmato da Trump era stato accolto con diffidenza da molti nell’apparato militare e della sicurezza nazionale di Washington, è facile prevedere che l’opzione più probabile sarà alla fine quella del rinvio della data del ritiro oppure del mantenimento di un contingente relativamente limitato in Afghanistan. Altra cosa sarà la risposta che daranno i Talebani a un’eventuale inosservanza delle condizioni concordate con gli Stati Uniti.

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