Afghanistan, scetticismo sulla proposta Usa
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KABUL - Un portavoce dei talebani ha espresso scetticismo riguardo alla proposta degli Stati Uniti di formare un governo ad interim in Afghanistan.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 15, 2021 03:21 Europe/Rome
  • Afghanistan, scetticismo sulla proposta Usa

KABUL - Un portavoce dei talebani ha espresso scetticismo riguardo alla proposta degli Stati Uniti di formare un governo ad interim in Afghanistan.

Intanto, i rappresentanti di Kabul si sono incontrati per discutere dello stesso argomento, il 14 marzo. 

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, il 14 marzo, il rappresentanti dei talebani, Muhammad Naim, ha sottolineato che i Governi di transizione si sono dimostrati inefficaci e che la visione del gruppo per il Paese ruotava attorno a una forte amministrazione centrale. 

“Basta guardare alle esperienze passate del nostro Paese negli ultimi 40 anni e alle guerre a cui ha assistito. Sono stati formati Governi ad interim dopo l’occupazione statunitense, alcuni dei quali di transizione, altri partecipativi, ma nessuno di questi ha risolto i problemi del Paese”, ha dichiarato Naim.

Intanto, lo stesso 14 marzo, i leader del Governo di Kabul hanno tenuto una riunione presieduta dal comitato direttivo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale al fine di discutere in dettaglio la bozza proposta dagli Stati Uniti per la pace in Afghanistan e le prossime conferenze internazionali sul processo di riconciliazione.

I leader hanno convenuto che la Repubblica afghana dovrebbe rivedere a fondo il progetto di pace proposto e poi condividere le modifiche con gli Stati Uniti. Il ministro dell’Interno dell’Afghanistan, Masoud Andarabi, ha dichiarato che le forze governative potrebbero continuare a mantenere la propria posizione anche se le truppe statunitensi si ritirassero.

“Le forze di sicurezza afghane sono pienamente in grado di difendere la capitale, le città e i territori in cui siamo presenti in questo momento”, ha riferito Andarabi in un’intervista separata, il 14 marzo.

Il rappresentante di Kabul ha sottolineato che un ritiro imminente delle forze statunitensi potrebbe offrire un’opportunità ai gruppi armati, ma sostiene che il Paese sia comunque pronto a qualsiasi evenienza. Intanto, ha evidenziato che quasi il 70 per cento delle forze di polizia sta combattendo i talebani, per mantenere la legge e l’ordine in Afghanistan. Questo ha poi aggiunto che, ogni giorno, la polizia affronta oltre 100 attacchi talebani in tutto il Paese. 

Il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha inviato una lettera al presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, proponendo una serie di suggerimenti per accelerare il “processo di pace” nel Paese.

Il documento in questione è stato pubblicato dal quotidiano locale Tolo News, il 7 marzo e, tra le altre cose, la missiva riferisce che l’inviato statunitense, Zalmay Khalilzad, avrebbe condiviso con il presidente Ghani e con i leader dei talebani una serie di proposte scritte “volte ad accelerare le discussioni per una soluzione negoziata e un cessate il fuoco”.

Su questo punto la lettera ha specificato che le proposte non saranno dei termini che gli Stati Uniti intendono dettare alle parti. Piuttosto, il documento è mirato a consentire alla Repubblica afghana e ai talebani di definire con urgenza tre questioni: i principi fondamentali che guideranno le future disposizioni costituzionali e di governo dell’Afghanistan; una tabella di marcia per un nuovo esecutivo inclusivo; i termini di per un cessate il fuoco permanente e globale.

Nel trattare il primo punto, si fa riferimento all’istituzione di un Governo ad interim inclusivo che comprenda i talebani, fino a quando non verrà concordata una nuova costituzione e non si terranno le elezioni.

Intanto, una commissione mista monitorerà un cessate il fuoco. Inoltre, il parlamento nazionale potrebbe essere ampliato per includere membri talebani o sospeso fino a quando non si saranno tenute le elezioni.

Tuttavia, la proposta è ancora in via di discussione per entrambe le parti, considerate le difficoltà derivanti dall’aumento delle violenze nel Paese, con numerosi assalti dei talebani e di altre organizzazioni militanti attive nel Paese. 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per una serie di uccisioni mirate di attivisti della società civile, giornalisti, avvocati e giudici. In tale contesto, la sezione del Daesh (ISIS) attiva in Afghanistan ha rivendicato alcuni di questi attacchi, ma i talebani e il governo si incolpano a vicenda per le restanti violenze. 

L’Afghanistan aveva avviato colloqui preliminari a possibili negoziati di pace intra-afghani a Doha, a partire dal 12 settembre 2020. L’apertura di tale canale di dialogo era stata resa possibile dall’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani. Tuttavia, l’intesa non aveva messo fine agli scontri e la nuova amministrazione del presidente statunitense, Joe Biden, lo scorso 29 gennaio, ha affermato di voler riesaminare l’accordo, alla luce delle crescenti violenze in Afghanistan. Washington ha quindi affermato che avrebbe potuto estendere la presenza dei soldati statunitensi in territorio afghano oltre il prossimo primo maggio, termine ultimo per il ritiro stabilito a Doha con i talebani. 

Oggi, l’amministrazione di Joe Biden si trova a gestire questa delicata situazione, insieme ad una serie di altri attori che hanno espresso il desiderio di avere un peso maggiore nel risolvere il conflitto afghano. Il 18 marzo si dovrebbe tenere un incontro al riguardo in Russia e il 27 marzo, invece, è stata annunciata una conferenza internazionale sullo stesso tema, in Turchia.

 

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