Turchia, Erdogan e la questione curda
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ANKARA - Con i livelli di popolarità del suo partito in continuo calo, il presidente turco Erdogan sta promuovendo una nuova feroce offensiva contro il principale partito politico curdo, nel tentativo di metterlo definitivamente fuori legge.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 25, 2021 01:50 Europe/Rome
  • Turchia, Erdogan e la questione curda

ANKARA - Con i livelli di popolarità del suo partito in continuo calo, il presidente turco Erdogan sta promuovendo una nuova feroce offensiva contro il principale partito politico curdo, nel tentativo di metterlo definitivamente fuori legge.

Allo stesso tempo, qualche giorno fa è partita da Ankara una proposta per convincere i governi occidentali a raddoppiare gli sforzi per risolvere una volta per tutte la crisi in Siria, ovviamente sempre alle condizioni che garantiscano gli interessi strategici della Turchia.

Settimana scorsa, la procura della Corte d’Appello turca ha presentato un’istanza alla Corte Costituzionale per chiedere lo scioglimento del Partito Democratico dei Popoli (HDP) e il divieto di ricoprire incarichi politici per cinque anni nei confronti di quasi 700 membri del movimento che rappresenta la minoranza curda nel paese. L’accusa rivolta al HDP è quella di essere controllato dalla Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), che include partiti curdi attivi tra Turchia, Siria, Iran e Iraq, tra cui il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), considerato da Ankara come un’organizzazione terroristica.

L’HDP è un partito che ha ottenuto quasi sei milioni di voti nelle elezioni del 2018 e detiene 55 seggi nel parlamento turco. Gli attacchi di Erdogan e del suo Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) puntano a liquidare una forza politica di primo piano nella realtà politica del paese e che è di fatto il terzo partito per numero di consensi e di deputati. La campagna anti-curda non è peraltro nuova, visto che negli ultimi anni è tornata a riaccendersi, tra l’altro, con la rimozione e l’arresto di centinaia di amministratori locali del HDP nelle regioni orientali e sud-orientali a maggioranza curda.

Inoltre, da tempo l’AKP, in collaborazione con il suo alleato di estrema destra MHP (Partito del Movimento Nazionalista), promuove l’espulsione dal parlamento turco dei deputati del HDP, dopo che spesso questi ultimi sono stati oggetto di processi e sentenze politiche sempre per presunti legami con il PKK.

Il suo leader, Selahattin Demirtaş, è in carcere dal 2016, mentre i deputati Leyla Güven e Musa Farisoğullan avevano seguito la stessa sorte nel giugno 2020. Settimana scorsa è toccato invece a Ömer Faruk Gergerlioğlu, per giorni al centro di un durissimo scontro politico e giudiziario.

La vicenda di quest’ultimo ha mostrato ancora una volta la brutale deriva autoritaria del regime di Erdogan. Gergerlioğlu, oltre a rappresentare il collegio elettorale di Kocaeli per il HDP, è un noto attivista per i diritti umani ed è stato anch’egli riconosciuto colpevole da una corte d’appello turca per il reato di diffusione di “propaganda terroristica”.

L’accusa, se non fosse costata a Gergerlioğlu una condanna a due anni e sei mesi di carcere, avrebbe risvolti ridicoli. Il deputato è infatti colpevole di avere scritto un “tweet” in favore di negoziati di pace tra il PKK e il governo di Ankara nell’ottobre del 2016, con l’aggravante di avere postato un link a un articolo che descriveva la proposta di pace del PKK e un suo personale appello a tenerla in considerazione.

Dopo il voto del parlamento che lo ha privato della sua carica di deputato, Gergerlioğlu si era rifiutato di abbandonare il parlamento. Alla fine è stato rimosso dalle forze di polizia e arrestato, anche se la stampa turca ha poi dato notizia del suo rilascio nella giornata di domenica.

Contro i provvedimenti ai danni di Gergerlioğlu si sono espressi in molti in Occidente, così come i principali partiti di opposizione in Turchia. Il Partito Popolare Repubblicano kemalista (CHP) aveva tuttavia in passato approvato anch’esso più di una risoluzione che cancellava l’immunità parlamentare dei deputati del HDP e decretava il decadimento dei loro incarichi.

La campagna anti-curda di Erdogan di questi giorni è caratterizzata anche da svariati arresti di altri importanti membri del HDP e di organizzazioni a difesa dei diritti umani. Ci sono pochi dubbi sul fatto che queste misure facciano parte di una strategia per infiammare il clima interno e alimentare i sentimenti nazionalisti in concomitanza col peggioramento della crisi economica e dell’impatto dell’epidemia di Coronavirus.

Sul fronte economico-finanziario, proprio in questi giorni ci sono stati alcuni sviluppi che hanno aggravato la situazione del paese, con la moneta turca in caduta libera e pesanti ripercussioni sui mercati azionari dopo il licenziamento a sorpresa da parte di Erdogan del governatore della banca centrale