La Turchia continua a puntare sull’industria militare
(Pars Today Italian) –– Promuovere la produzione di armi locali è una delle caratteristiche del governo legato al presidente turco, Repcep Tayyip Erdogan,...
il cui obiettivo è dimostrare che il proprio Paese ha le capacità per competere a livello internazionale nel campo della difesa. Esportare armi all’estero, poi, consentirebbe ad Ankara di ottenere guadagni per risanare un’economia caratterizzata da inflazione, debiti e svalutazione della moneta locale. Tuttavia, il Paese ha delle sfide da affrontare prima di raggiungere gli obiettivi prefissati. A spiegarlo è il quotidiano al-Arab, secondo cui le aziende turche desiderano dimostrare, anche attraverso l’organizzazione di esposizioni, che possono fornire prodotti militari competitivi e stringere accordi volti ad aumentare le esportazioni in futuro, così da poter dare un contributo maggiore alle entrate del Paese. In tale quadro, gli analisti concordano sul fatto che droni, costruzioni navali, elettronica militare e veicoli corazzati sono in costante evoluzione in Turchia, la quale ha trovato clienti stranieri disposti ad acquistare sistemi di difesa da standard tecnologici elevati e prezzi competitivi. Tra i maggiori acquirenti vi è il Qatar, il quale ha investito soprattutto in Akinci, un drone militare da alta quota e a lunga durata. Oltre al piccolo Stato del Golfo Persico, definito uno dei mercati più redditizi per Ankara, la lista degli importatori di armi turche comprende Paesi Nord-africani, Azerbaigian, Pakistan, le repubbliche centroasiatiche e Paesi islamici del Sud-Est asiatico come Indonesia e Malesia. Anche l’aeromobile a pilotaggio remoto Bayraktar TB2 è stato diffuso a livello globale, dopo essere stato impiegato dalla Turchia in diversi contesti, dalla crisi libica al conflitto in Nagorno-Karabach. Selçuk Bayraktar, Chief Technology Officer della compagnia Baykar, ha riferito che l’obiettivo della propria azienda è cambiare il paradigma che prevaleva 20 anni fa, quando si preferiva acquistare droni dall’estero da Paesi ritenuti essere migliori nel campo. Baykar Technologies, invece, ha dimostrato di essere in grado di produrre localmente uno tra i migliori droni in circolazione e l’obiettivo è diffondere tale idea anche agli altri settori civili. Se ciò dovesse effettivamente avvenire, ha dichiarato Bayraktar, si potrebbe assistere a una importante “svolta tecnologica”. Secondo dati ufficiali riportati da al-Arab, oltre il 70% circa dei profitti di Baykar proviene dalle esportazioni all’estero e l’azienda ha finora firmato dieci accordi, di cui alcuni già portati a termine. In tale quadro si inseriscono anche le dichiarazioni del direttore generale della società turca Aselsan for Defense Industries, Haluk Gorgun, la cui azienda è stata uno dei partecipanti alla fiera dell’industria della difesa ospitata a Istanbul dal 17 al 20 agosto, il quale ha affermato: “L’obiettivo durante il prossimo periodo è rafforzare i successi ottenuti a livello di esportazioni”.
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