Afghanistan, rimpatrio di oltre 1 milione rifugiati da Iran e Pakistan
Kabul - Antonio Vitorino, il direttore generale dell'Agenzia dell'Onu per le migrazioni (OIM), ha lanciato
un serio avvertimento al popolo afghano: il conflitto in corso, la schiacciante povertà e le emergenze legate al clima hanno spinto il paese sull'orlo del collasso. "Come ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, stiamo davvero correndo contro il tempo per aiutare queste persone a prepararsi per l'inverno". Dopo aver terminato la sua visita di due giorni nel Paese, il capo dell'OIM ha sottolineato che le persone erano "senza un soldo e in uno stato di collasso". Ha detto che più della metà della popolazione ha difficoltà a sbarcare il lunario (vuol dire riuscire ad arrivare fortunosamente alla fine dell'anno, campando) e il livello di malnutrizione è molto grave, soprattutto molti bambini. Tra gli intervistati, oltre l'80% ha dichiarato di aver perso il lavoro e i mezzi di sussistenza. Milioni di persone vivono in rifugi intatti e hanno un accesso limitato ai servizi di base, inclusi servizi igienico-sanitari e cure mediche.
Anche prima che i talebani prendessero il controllo dell'Afghanistan ad agosto, il deterioramento della situazione della sicurezza nel paese ha fatto sì che più di un quarto di milione di persone siano state costrette a lasciare le loro case a luglio, portando il numero totale di sfollati interni a 3,5 milioni. Dopo l'acquisizione - la cui velocità ha sorpreso molti osservatori - le Nazioni Unite si sono impegnate a rimanere nel Paese per aiutare le persone colpite dalla crisi umanitaria che continua ad aggravarsi.
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