Italia Saudita. Sempre in ginocchio davanti ai petrodollari
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di Marinella Correggia.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 24, 2017 13:35 Europe/Rome
  • Italia Saudita. Sempre in ginocchio davanti ai petrodollari

di Marinella Correggia.

L’Arabia saudita può bombardare funerali, mercati, scuole e ospedali (ben segnalati, non nascosti) in Yemen; può sostenere da anni in Siria gruppi armati il cui confine don Daesh e Al Qaeda è quanto mai labile; può vincere la gara dei più duraturi e generosi padrini del terrorismo mondiale; può decapitare e smembrare cittadini a piacimento; ma non importa: i governi dello Stivale sono sempre generosi di sorrisi e complimenti nei confronti della famiglia-Stato petro-monarchica wahabita, il cui re assoluto molto modestamente si fa chiamare«Custode delle Due Sacre Moschee».

Le «ottime relazioni bilaterali fra i due paesi» sono state ribadite anche lo scorso 20 febbraio nell’incontro a Roma fra il ministro degli esteri Angelino Alfano e il suo omologo di Riad, Adel Al Jubeir, il quale poi ha incontrato l’altrettanto cordiale presidente del consiglio Paolo Gentiloni.

Piatto ricco, infatti: oltre all’export di armi, che il governo di Roma considera legittimo «perché non c’è un embargo internazionale sui Saud», ecco l’altro specchietto per allodole: «il ministro Al Jubeir ha illustrato gli ambiziosi obiettivi della Saudi Vision 2030 e il ruolo che la Repubblica Italiana potrebbe svolgere in tale contesto»; un progetto di diversificazione dell’economia e industrializzazione nel quale le imprese italiane sperano.

Di conseguenza, la sintonia fra i due governi è stata totale anche sugli altri argomenti in discussione: le guerre in corso in Siria, Yemen, Iraq, Libia.

Devastazioni alle quali l’Arabia saudita e nel suo piccolo l’Italia possono dire di aver contribuito alacremente nei decenni.