Il sangue degli afgani vale meno del petrolio
In Iraq e Siria combattono circa 30mila afghani.
Lo ha dichiarato l'ex primo ministro dell'Afghanistan Gulbuddin Hekmatyar. "Il sangue degli afghani è più a buon mercato del petrolio," - ha detto. Secondo l'interlocutore dell'edizione afghana di Sputnik nelle autorità di Kabul, la situazione in Iraq degli afghani è raccapricciante. Molti di loro non riescono a tornare in Afghanistan per la povertà: "Ho trascorso 2 anni a Baghdad, quindi sono perfettamente al corrente di questi afghani poveri e sfortunati. La loro situazione in Iraq è triste. Non hanno nemmeno 106 dollari per ottenere il nuovo passaporto afghano. Questi afghani non possono lasciare l'Iraq e sono costretti a rimanerci." L'analista militare e generale in congedo dell'aviazione dell'Afghanistan Atiqullah Amarkhel ha una visione diversa. Ecco cosa ha detto a Sputnik: "Gli afghani non si scontrano con difficili situazioni economiche in Iraq o in Siria. Alcuni di loro sono al soldo dei Paesi arabi per la guerra contro gli sciiti. Altri ricevono denaro dall'Iran, affinchè dopo l'addestramento in questi Paesi combattano dalla parte delle forze governative di Siria ed Iraq contro l'ISIS."