Governo Usa, passo indietro su richiesta dati sito anti-Trump
NEW YORK (Pars Today Italian) – Passo indietro del dipartimento di Giustizia statunitense, che aveva chiesto tutti i dati in possesso di un sito, usato per orgaizzare le proteste violente contro il presidente Donald Trump nel giorno dell'inaugurazione a Washington. Una richiesta che sembrava un tentativo di schedare 1,3 milioni di visitatori del sito.
Il provider DreamHost aveva rivelato, la scorsa settimana, di essere alle prese con un mandato con cui il dipartimento di Giustizia aveva intenzione di ottenere i dati di DisruptJ20.org, relativi agli attivisti che avevano partecipato alle proteste violente durante l'Inauguration Day. Il mandato, secondo DreamHost, era così ampio che avrebbe costretto la società a consegnare gli indirizzi IP, le e-mail e gli indirizzi fisici dei proprietari e degli utenti del sito. Il provider aveva quindi denunciato il tentativo di "identificare chi ha usato il sito per esercitare ed esprimere la libertà di espressione protetta dal Primo emendamento". Ora, il dipartimento ha richiesto al tribunale del District of Columbia di ridurre l'ampiezza delle proprie richieste: "Il governo non ha interesse a registrare gli indirizzi IP di 1,3 milioni di persone. Il governo è interessato agli atti criminali commessi dagli accusati, non alle loro idee politiche e certamente non alle attività legali dei manifestanti pacifici". L'esclusione degli ingressi dei visitatori nel sito dalla richiesta del dipartimento significa che gli indirizzi IP dei visitatori "sono in gran parte al sicuro". Il giorno dell'inaugurazione di Trump, circa 230 persone furono arrestate per violenze e atti vandalici.