Myanmar, mondo islamico si mobilita per fermare massacro dei Rohingya
- Dall'Afghanistan al Kurdistan iracheno fanno rivolto appello alle Nazioni Unite per chiedere un intervento atto a fermare il genocidio in corso ai danni dei musulmani Rohingya del Myanmar.
Il ministero degli Esteri di Kabul ha rivolto un appello alle Nazioni Unite per chiedere un intervento atto a fermare il ''genocidio'' contro la minoranza musulmana dei Rohingya in corso in Myanmar. Come si legge in un comunicato, la diplomazia afghana ritiene infatti che l'esercito birmano si stia macchiando di crimini contro l'umanità e chiede all'Onu di indagare.
''Condanniamo i crimini contro i nostri fratelli in Myanmar. E' un crimine contro l'umanità, contro la minoranza dei musulmani che vive in Myanmar. Chiediamo alle organizzazioni internazionali e alle istituzioni per la protezione dei diritti umani di indagare'', ha detto Sebghatullah Ahmad, vice portavoce del ministero degli Esteri afghano.
Anche il ministero per la Religione del Kurdistan iracheno ha condannato le ''azioni brutali'' commesse in Myanmar.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha manifestato "profonda preoccupazione" per la situazione dei Rohingya durante un colloquio telefonico con la leader birmana e Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, sulla quale piovono le critiche della comunità internazionale per il suo silenzio sulle violenze nello stato di Rakhine. "Il mondo intero, Paesi islamici per primi, è profondamente preoccupato per l'escalation di attacchi contro i Rohingya", ha detto Erdogan ad Aung San Suu Kyi, secondo fonti della presidenza turca citate dall'agenzia di stampa ufficiale Anadolu. Domani Mevlut Cavusoglu, il ministro degli Esteri del governo di Ankara, si recherà in Bangladesh e incontrerà i rifugiati.
Questo mentre e' gia' in corso l'emergenza profughi nel distretto di Cox's Bazar, in Bangladesh, dove le agenzie umanitarie hanno difficoltà a gestire l'arrivo in massa di Rohingya in fuga dalle violenze nel vicino stato birmano di Rakhine.