Bce e l'inflazione tedesca
BERLINO (Pars Today Italian) - Il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, giovedì scorso ha reso manifesta una mossa attesa.
Alla riunione del Consiglio della Bce, Draghi e i suoi colleghi hanno deciso di dimezzare gli acquisti obbligazionari dall’inizio del 2018 a 30 miliardi di euro al mese, per nove mesi. Tuttavia, ci sono molti critici, specialmente in Germania, che avrebbero voluto un superamento ancora più rapido della politica monetaria espansiva da parte dell'Eurotower. La Bce mira ad un tasso di inflazione di quasi il due per cento per l’area dell’euro. Tuttavia, questo obiettivo non è stato raggiunto, come confermano gli ultimi indicatori macroeconomici della Germania. I prezzi al consumo ad ottobre sono aumentati dell’1,6 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ha annunciato l’Ufficio federale di statistica lunedì sulla base di calcoli preliminari. “I fattori strutturali assicurano che l’inflazione in Germania rimanga ben al di sotto del due per cento quest’anno e oltre”, ha affermato Carsten Brzeski, capo economista di ING-Diba. La causa è la crescente concorrenza nel settore dei servizi, a seguito della digitalizzazione, e le basse dinamiche salariali causate dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Poiché la ripresa economica in Germania è più avanzata rispetto alla maggior parte degli altri Paesi dell’area dell’euro, ciò indica che la dinamica dei prezzi rimane debole in tutta l'eurozona. Rispetto all’ottobre dello scorso anno, i prezzi dell’energia domestica e dei combustibili per i motori sono aumentati dell’1,2 per cento, ma a settembre l'aumento era stato del 2,7 per cento. Per gli alimenti, invece, i consumatori hanno dovuto pagare in ottobre il 4,3 per cento in più di un anno fa, mentre a settembre il 3,6 per cento. La bassa inflazione fornisce Consiglio direttivo della Bce argomenti a favore di una lenta uscita dalla politica monetaria attuale, come aveva riferito al quotidiano “Handelsblatt” il presidente della Banca centrale belga, Jan Smets, che ha difeso la decisione della Bce di giovedì scorso di non fissare una data di scadenza per gli acquisti obbligazionari, mentre il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, si è detto contrario a questa decisione.