Domani a Bruxelles vertice Ue su immigrazione, euro, Brexit
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BRUXELLES (Pars Today Italian) - Comincia domani pomeriggio a Bruxelles, alle 15, il Consiglio europeo di dicembre, che vedrà i capi di Stato e di governo dell'Ue impegnati in una serie di difficili discussioni, in particolare su immigrazione, riforma dell'Unione economica e monetaria, negoziato per la Brexit.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 13, 2017 19:13 Europe/Rome
  • Domani a Bruxelles vertice Ue su immigrazione, euro, Brexit

BRUXELLES (Pars Today Italian) - Comincia domani pomeriggio a Bruxelles, alle 15, il Consiglio europeo di dicembre, che vedrà i capi di Stato e di governo dell'Ue impegnati in una serie di difficili discussioni, in particolare su immigrazione, riforma dell'Unione economica e monetaria, negoziato per la Brexit.

In programma anche una celebrazione dell'accordo a 25 per la Pesco (Cooperazione strutturata permanente) nel settore militare, embrione, con 17 progetti concreti (di cui quattro a guida italiana) e lo stanziamento 500 milioni di euro di finanziamenti, della futura Unione europea della Difesa. Il vertice sarà preceduto, in mattinata, da un incontro a sei sulla politica dell'immigrazione fra il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente della Commissione europea e i primi ministri del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia). I Quattro di Visegrad annnunceranno la decisione di contribuire con 35 milioni di euro al Fondo fiduciario per l'Africa ("Trust Fund"), che finora è stato finanziato solo dalla Commissione, dall'Italia e da pochi altri paesi, fra cui la Germania. La "finestra" Nord Africa di questo fondo serve, fra l'altro, a finanziare le iniziative dell'Italia e dell'Ue in Libia e in Niger, iniziative che stanno svolgendo un ruolo importante nella riduzione dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale e negli interventi miranti ad affrontare le "cause alla radice" del fenomeno. I governi di Visegrad intendono chiaramente presentare il loro sforzo finanziario per il Trust Fund come una sorta di compensazione per la loro opposizione di principio ad accogliere i richiedenti asilo che sarebbero obbligati a ricevere secondo il meccanismo delle "relocation" ("ricollocamenti"). Ma ci si può attendere che quest'approccio sia chiaramente contrastato e criticato sia da Juncker che da Gentiloni, che ricorderanno ai quattro paesi dell'Est il loro dovere di solidarietà e l'obbligo di attuare la decisione presa dal Consiglio Ue sui ricollocamenti, anche se non mancherà da parte di entrambi il dovuto riconoscimento per i contributi al Trust Fund.