Afghanistan: continua la crisi dell’acqua
Da anni l’ Afghanistan è al centro di una crisi idrica che è tra le più grandi emergenze dell’ Asia. Meno di un terzo della popolazione del paese ha accesso all’ acqua potabile pulita. Migliaia di bambini muoiono ogni anno a causa della contaminazione e delle scarse condizioni igienico-sanitarie. Questo a causa di cattiva gestione delle risorse inadeguate.
La catena montuosa Hindu Kush, che è stata per molto tempo la principale fonte di acqua dell’Afghanistan, è minacciata a causa del rapido scioglimento dei ghiacciai. Qualche giorno fa, il 22 marzo, si è tenuta la 25esima giornata dell’ Acqua durante la quale gli Stati dell’ONU sono invitati a promuovere l’acqua con attività concrete nei loro rispettivi Paesi.
Il tema per l’ ultima edizione è stata ‘Natura per l’acqua – esplorare le soluzioni basate sulla natura per le sfide idriche che affrontiamo nel XXI secolo’. Save the Children ha pubblicato dati preoccupanti: «se a livello globale quasi 1 persona su 3 (2,1 miliardi) non ha accesso ad acqua sicura e 1 su 9 ai servizi igienici, l’acqua contaminata è uno dei maggiori vettori di malattie quali il colera, la dissenteria, il tifo, la poliomielite e la diarrea; solo quest’ultima provoca ogni giorno il decesso di circa 1.000 bambini sotto i 5 anni, 361.000 in un anno». Poi, «si aggiungono ulteriori anelli nel caso della siccità, che è accompagnata da complicazioni quali l’insicurezza alimentare e, dunque, dalla diffusione di elevati livelli di malnutrizione».