Libia: Consiglio presidenza smentisce voci su attacco a sede governo Tripoli
Tripoli- Il portavoce del Consiglio di presidenza del governo di Accordo nazionale libico, Mohammed Salak, ...
ha smentito le notizie circolate ieri sera su un attacco alla sede del governo di Tripoli e su un presunto conflitto a fuoco con i membri della Guardia presidenziale. Nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri sera a Tripoli, Salak ha affermato: “Smentiamo quanto riportato da alcuni media locali circa il fatto che un gruppo armato abbia attaccato la sede del Consiglio di presidenza”, ribadendo inoltre che “prosegue il lavoro del Consiglio di presidenza normalmente e tutti gli impiegati sono al loro posto”. Lo scorso 2 settembre, il Consiglio di presidenza del governo di accordo nazionale di Tripoli, guidato dal premier Fayez Sarraj, ha dichiarato lo stato d’emergenza a Tripoli e nella periferia della capitale a causa degli scontri tra gruppi armati rivali scoppiati il 27 agosto scorso.
Il 3 settembre, le forze della Settima brigata di Tarhuna, città libica situata circa 80 chilometri a sud-est di Tripoli, si sono ritirate da alcune zone del sud della capitale che avevano conquistato il giorno precedente e negli scontri dei giorni scorsi. La Settima brigata si è ritirata verso le zone di Qasr Bin Ghashir e Wadi al Rabia, lasciando quindi le zone di al Khala, al Karimia e Ain Zara davanti all’avanzata delle Forze di deterrenza (Rada) che fanno capo al governo di Accordo nazionale libico. Le Rada hanno diramato un video nel quale mostrano la loro avanzata nella zona di al Khala e a Wadi al Rabia, sempre nella parte sud della capitale. Dopo la proclamazione dello stato d'emergenza, sono giunte a Tripoli le forze di al Bunian al Marsus provenienti da Misurata, chiamate a mettere in sicurezza la capitale e a fermare ogni altro conflitto armato in città. E’ da nove giorni che va avanti la battaglia tra milizie rivali all’interno della capitale libica che ha provocato finora circa 47 morti, tra cui diversi civili. © Agenzia Nova