11 settembre e guerre programmate
... Tutti i canali delle tv italiane e internazionali erano puntati sulle Torri Gemelle di New York. Due aerei le avevano appena colpite e le telecamere riprendevano ...
- Le guerre programmate – Era l’11 settembre di 17 anni fa. Un giorno come l’altro, una mattina a lavoro come gli altri. Finalmente il mio turno era finito e me ne potevo tornare a casa. Prima non c’erano gli Smart Phone, né tanto meno Facebook quindi, ignara, salii in macchina e presi la solita strada per tornare a casa. Sembrava veramente una giornata come tutte le altre, una routine come tutte le altre, ma appena accesi la televisione capii che mi sbagliavo.
Tutti i canali delle tv italiane e internazionali erano puntati sulle Torri Gemelle di New York. Due aerei le avevano appena colpite e le telecamere riprendevano quei due edifici di 110 piani fumanti. Quella povera gente agli ultimi piani non aveva altra possibilità che buttarsi nel vuoto e noi, dall’altra parte dello schermo, osservavamo quelle immagini sconvolti. Vedemmo in diretta quelle torri d’acciaio trasformarsi velocemente in una grossa nuvola di polvere. Un misto di sbigottimento, terrore e impotenza aveva accalappiato le mie emozioni.
Poco dopo l’accaduto erano già a conoscenza del mandante: Osama Bin Laden, da una grotta dell’Afghanistan, aveva organizzato una squadra di 19 terroristi che, dopo delle lezioni di pilotaggio, dirottarono quattro aerei commerciali e indisturbati volarono nei cieli statunitensi per più di un’ora. Quella mattina, casualmente, la maggior parte dei caccia Usa si trovava in Canada e in Alaska per delle esercitazioni straordinarie. Solo quattro erano a disposizione per difendere l’intero settore Nord-Orientale americano.
Del WTC7 non ne parlarono molto ma dicono che furono gli incendi a farlo crollare. Un aereo puntò sulla parte esterna del Pentagono, gli uffici della contabilità per la precisione, mentre l’ultimo aereo si è schiantato in un campo in Pennsylvania dopo che i passeggeri si rivoltarono contro i dirottatori. I testimoni che raggiunsero il luogo dell’esplosione, compreso il sindaco, trovarono solo una buca profonda circa due metri e larga una quindicina. L’Fbi spiegò che l’aereo in realtà c’era ma che si trovava sepolto sotto terra e per questo non lo si poteva vedere.In televisione si parlava continuamente di “terroristi islamici” e di quanto questi gruppi vogliano mettere in pericolo la nostra società.
Questo viene ritenuto da tanti l’avvenimento che ha definito il nuovo capitolo della storia contemporanea mondiale e in effetti, sappiamo tutti, che da quel giorno non ci siamo sentiti più come prima. Gli Usa iniziarono a parlare di Stati amici e Stati nemici, di guerre preventive e, come scritto sul sito del ministero della Difesa italiano, a “ideare un progetto di ristrutturazione geopolitica delle periferie eurasiatiche che mira a recidere alla radice le condizioni che hanno permesso la nascita del network terroristico guidato da Osama Bin Laden”.
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