Hiv, «il 50% dei migranti contrae il virus in Europa»
Secondo i dati di Anlaids circa la metà dei migranti sieropositivi ha contratto l’infezione in Europa.
Secondo i dati del Piano Nazionale AIDS approvato a novembre 2017, gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono poco più di 5 milioni; di questi, il 52,4% proviene dall’Europa (di cui 1,5 milioni da Paesi UE), il 20,5% dall’Africa, il 19,3% dall’Asia ed il 7,7% dall’America. A questi vanno aggiunte una quota di immigrati regolari non iscritti all’anagrafe (circa 400.000) e una quota, attualmente difficilmente stimabile, di irregolari. Complessivamente appartengono a 192 differenti nazionalità, provengono da percorsi migratori profondamente diversi e da aree con differenti tassi di sieroprevalenza e sottotipi di HIV. Spesso si tratta di persone soggette ad elevata mobilità. L’incidenza di nuove diagnosi di infezione da HIV, corretta per età e genere, è circa 4 volte più alta tra gli stranieri rispetto agli italiani.
Il 50% dei migranti che vive con hiv in Europa si è infettato nel Paese di arrivo, con un tasso di infezione va dal 32% al 64% a seconda del Paese ospitante. Solo le persone provenienti dall’Africa sub-sahariana hanno contratto l’infezione più frequentemente prima di emigrare, mentre è l’opposto per chi si sposta dall’Europa Occidentale, dai Caraibi e dell’America Latina.