Il Messico ha un nuovo presidente
Ha 64 anni e ai suoi elettori ha promesso la fine della corruzione, la riduzione della violenza, della povertà e della disuguaglianza.
Ieri Andrés Manuel López Obrador, si e` insediato come nuovo presidente e capo di governo del Messico, dopo avere ottenuto più del doppio dei voti del suo rivale alle elezioni dello scorso luglio.
López Obrador è un populista di sinistra, è stato sindaco di Città del Messico ed è il leader del Movimento di rigenerazione nazionale, un partito che ha fondato nel 2011 e che è incentrato attorno alla sua persona. Ha 64 anni e ai suoi elettori ha promesso la fine della corruzione, la riduzione della violenza, della povertà e della disuguaglianza. Ha detto di voler incoraggiare l’economia nelle comunità rurali, di voler raddoppiare le pensioni e mettere Internet gratis nelle scuole di tutto il Messico. López Obrador ha ottenuto una vittoria molto larga, e ha creato grandi speranze di cambiamento a breve termine.
Ma una delle prime questioni che López Obrador dovrà affrontare è quella delle migliaia di migranti provenienti dall’America Centrale, che sono già arrivati o che stanno per arrivare al confine tra Messico e Stati Uniti. Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato il loro respingimento e ha chiesto che le domande di asilo vengano compilate su territorio messicano, in modo che a nessuno venga permesso l’ingresso negli Stati Uniti prima di un eventuale accoglimento della richiesta. Questo potrebbe però costringere migliaia di persone a vivere in rifugi temporanei in Messico: per mesi, forse per anni. I funzionari messicani dicono che è già in corso un’emergenza umanitaria, e che questa porterà in breve tempo a una crisi politica per López Obrador.