Siria: oggi a Sochi nuovo vertice Iran, Russia e Turchia
TEHERAN (Pars Today Italian) - Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, Mohammad Hossein Baqeri si e' recato in Russia a capo di un'alta delegazione militare a seguito dell'invito del suo omologo russo Sergey Shoygu.
Baqeri oltre l'incontro con il ministro della difesa ed altri autorita' militare russe partecipare al vertice trilaterale dei presidenti della Repubblica Islamica di Iran, Russia e Turchia, previsto per oggi a Sochi con il tema della lotta al terrorismo.
Si tratta della quarta seduta per la Siria del cosiddetto “formato Astana”. Una riunione che assume particolare rilevanza in ragione del periodo storico in cui si svolge.
Naturalmente, come anticipato l’8 febbraio scorso dal viceministro degli Esteri russo Sergei Vershinin, il confronto verterà innanzitutto sulle conseguenze dell’annunciato e ormai imminente ritiro delle forze statunitensi dalla Siria. L’ultima riunione trilaterale tra Iran, Russia e Turchia aveva avuto luogo alla fine dello scorso novembre ad Astana, prima che il successivo 19 dicembre il presidente statunitense Donald Trump annunciasse a sorpresa l’uscita di scena dal complesso scacchiere militare siriano, proclamando forse in maniera affrettata la sconfitta di Daesh (in arabo Isis) che poche settimane dopo avrebbe rivendicato un attacco a Manbij nel quale hanno perso la vita quattro statunitensi, ma certificando anche la marginalità del ruolo degli Stati Uniti nella partita internazionale che si gioca sul dossier siriano. Su un punto i partecipanti alla riunione di oggi sono concordi: occorrerà impedire che la partenza dei militari Usa apra un vuoto che, inevitabilmente, si tradurrebbe in un nuovo fattore d’instabilità.
Ognuno dei protagonisti del “formato Astana” porrà poi sul tavolo la questione che solleva maggiori preoccupazioni in relazione ai rispettivi interessi strategici. La Turchia porterà a Sochi il nodo relativo alla presenza dei militanti curdi delle Unità di protezione dei popoli (Ypg), che Ankara considera un’organizzazione terroristica, lungo la sua frontiera meridionale. La Russia porrà l’accento sulla situazione nella provincia nord-occidentale di Idlib, l’ultima sotto il controllo dei ribelli, dove l’intesa stretta proprio a Sochi lo scorso settembre per l’istituzione di una “zona demilitarizzata” fatica a trovare attuazione e dove la radicata presenza dei jihadisti di Tahrir al Sham, l’ex Fronte al Nusra, costituisce ancora una concreta e importante minaccia alla sicurezza dell’alleato Assad. L’Iran, infine, reitererà l’allarme sulle frequenti incursioni aeree d’Israele in territorio siriano, attacchi condotti sia contro le Guardie della rivoluzione islamica che contro le posizioni delle forze governative.