Caso Huawei, l’Europa non ha una posizione commune
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Francia e Germania non intendono porre divieti e l’Italia al momento resta in silenzio
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 18, 2019 00:39 Europe/Rome
  • Caso Huawei, l’Europa non ha una posizione commune

Francia e Germania non intendono porre divieti e l’Italia al momento resta in silenzio

Bruxelles- L’Europa non ha una posizione comune in merito al coinvolgimento delle aziende cinesi nella partita 5G. All’indomani della decisione degli Stati Uniti di inserire Huawei- e 70 affiliate – nella cosiddetta Entity List, che di fatto rappresenta l’esclusione dei cinesi dalle commesse 5G, il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha detto a chiare lettere che l’Europa non deve cedere alla “colonizzazione” cinese.

“Non dobbiamo dare il 5G in mano ai cinesi perché c’è già un’offensiva pericolosissima da parte della Cina per invadere il nostro mercato, per occupare spazi così come hanno fatto in Grecia e in Portogallo”, ha detto Tajani. “E’ un errore clamoroso vendere il porto di Trieste, è un errore clamoroso vendere il porto di Savona ed è un errore clamoroso vendere il porto di Palermo ai cinesi. Noi dobbiamo vendere prodotti non premi immobili, dobbiamo impedire che ci siano insediamenti in punti nevralgici del nostro Paese da parte dei cinesi che faranno il loro interesse e tenteranno una nuova colonizzazione economica di una parte d’Italia e di una parte di Europa”.

La posizione di Tajani non è condivisa però dai principali leader europei: la cancelliera tedesca Angela Merkel non intende seguire il divieto del governo statunitense. “La Germania già sviluppato un percorso ben strutturato per decidere sulla partecipazione alla rete 5G. Per noi i criteri sono il punto di partenza decisivo, dopo cui stabiliamo chi partecipa”. “Non è appropriato lanciare una guerra tecnologica o una guerra commerciale contro qualsiasi paese”, ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. “Non è il modo migliore per difendere la sicurezza nazionale e nemmeno per sviluppare il proprio ecosistema e avere un mondo di cooperazione e minori tensioni. La nostra prospettiva non è bloccare Huawei o altre società, ma preservare la nostra sicurezza nazionale e la sovranità europea”. Sulla stessa posizione anche il premier olandese Mark Rutte: “Non diremo prima ad altri Paesi o ad altre aziende ‘non valete niente’”.