Germania, ergastolo all'infermiere killer: uccise 85 pazienti
I parenti delle vittime hanno reso nota la loro intenzione di denunciare i due ospedali in cui il 42enne ha compiuto le stragi
È stato condannato all’ergastolo il più efferato killer seriale della storia tedesca del dopoguerra: il 42 enne Niels Hogel, giudicato colpevole di 85 omicidi di pazienti ricoverati nei reparti di rianimazione delle cliniche di Oldenburg e Delmenhorst (Bassa Sassonia), dove questo ex infermiere è stato impiegato tra il 2000 e il 2005. Ma che è sospettato in questi anni di aver ucciso fino a 332 malati, pazienti di tutte le età, dai 34 ai 96 anni, e in ogni stato di salute, sempre con la stessa modalità: iniettando loro delle dosi molto elevate di Gilurytmal, un farmaco usato contro le aritmie cardiache.
Christian Marbach, il cui nonno è stato ucciso da Hogel e che è diventato portavoce delle famiglie delle vittime, ha accolto con favore il "verdetto ampio e chiaro". Ma ha sottolineato che ci si augurava di offrire una risposta anche alle famiglie di tutte le vittime che si sospetta abbiano perso la vita a causa del seria killer. Le famiglie intendono ora denunciare i due ospedali in cui Hogel ha perpetrato le sue stragi. Hogel, che inizialmente aveva ammesso di aver ucciso 100 pazienti, ha successivamente rivisto la sua dichiarazione. Ora dice di aver commesso 43 omicidi ma ne ha negati altri cinque. Per i restanti 52 casi esaminati dal tribunale, afferma di non ricordare.