Dieselgate: Volkswagen accusata di manipolazione di mercato
Le azioni Volkswagen sono precipitate a Francoforte nella seconda seduta della settimana.
Per il presidente e l'amministratore delegato di Volkswagen, rispettivamente Hans Dieter Potsch ed Herbert Diess, è stato chiesto in Germania un rinvio a giudizio per una manipolazione di mercato" che avrebbero causato occultando quanto sapevano sul "scandalo-diesel".
La richiesta della procura di Braunschweig, sotto cui ricade la sede della casa automobilistica tedesca, riguarda anche il predecessore di Diess, l'ex-amministratore delegato Martin Winterkorn dimessosi in seguito allo scandalo. Un tribunale dovrà ora vagliare queste accuse, che il gruppo definisce "senza fondamento", e stabilire la data di un eventuale processo.
La procura tedesca sostiene che i tre manager avrebbero informato "deliberatamente troppo tardi" il mercato sui rischi del dieselgate e in tal modo avrebbero "influenzato illecitamente le quotazioni in Borsa dell'azienda". I magistrati calcolano questi rischi in quasi 40 miliardi di dollari fra riacquisti di veicoli, penali e perdite di fatturato sui modelli 2016. Come noto, a causa dello scandalo il titolo perse quasi il 40% del suo valore tra aprile e inizio ottobre 2015.