Gb: Brexit, proteste e polemiche
https://parstoday.ir/it/news/world-i19921-gb_brexit_proteste_e_polemiche
LONDRA (Pars Today Italian) - Nonostante le proteste dei pro-Brexit, i deputati britannici hanno votato a favore della proroga dei termini entro i quali gli elettori potranno registrarsi per votare al referendum sull'Unione europea del 23 giugno.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 10, 2016 05:05 Europe/Rome
  • Gb: Brexit, proteste e polemiche

LONDRA (Pars Today Italian) - Nonostante le proteste dei pro-Brexit, i deputati britannici hanno votato a favore della proroga dei termini entro i quali gli elettori potranno registrarsi per votare al referendum sull'Unione europea del 23 giugno.

Il voto era stato deciso ieri dopo che il sito del governo dedicato a tale scopo era andato in tilt martedì, in prossimità della mezzanotte dell'ultimo giorno utile, per i troppi contatti, impedendo a decine di migliaia di persone di registrarsi. Il primo ministro David Cameron, che difende il mantenimento del Regno Unito nell'Ue, ha incoraggiato i ritardatari a continuare a iscriversi, proponendo la nuova scadenza alla mezzanotte di questa sera. I deputati hanno prorogato di 48 ore le iscrizioni in un voto di cui alcuni hanno contestato la legalità. La maggioranza degli MP's conservatori, i laburisti, il Partito nazionale scozzese e i liberaldemocratici reclamava una estensione dei termini di registrazione. L'iniziativa dovrebbe consentire a decine di migliaia di persone extra di recarsi alle urne il 23 giugno. Circa 250.000 candidati dell'ultimo minuto avevano cercato di connettersi martedì sera, provocando il crash del sito internet attivato per le iscrizioni. Fra questi, molti giovani, più propensi a preferire uno status quo. Senza sorpresa, la proroga ha scatenato le reazioni dei sostenitori della Brexit, a cominciare dalla campagna non ufficiale "Leave.EU", pilotata dal partito eurofobo Ukip di Nigel Farage. A cui si sono uniti anche esponenti conservatori euroscettici. "Un chiaro tentativo di truccare il voto, o perlomeno di truccare i dadi", ha detto Arron Banks, co-presidente della campagna "Leave" (Uscire). A preoccupare i sostenitori della Brexit è che le domande di registrazione dell'ultima ora sono state in grandissima parte di giovani, ovvero della fascia di elettorato più favorevole a restare dentro la casa europea. Quindi la riapertura delle iscrizioni al voto è vista come una concessione al campo favorevole al mantenimento della Gran Bretagna nell'Ue. "E' un disperato tentativo da parte dell'establishment di far registrare il numero più alto possibile di elettori a favore del Remain" (Restare), ha aggiunto Banks, "quindi stiamo valutando ogni possibile azione legale". Le squadre informatiche di Downing Street hanno preso le "misure necessarie" per evitare un nuovo crash del sito. Come martedi dove l'interesse per il referendum era aumentato dopo il duello televisivo fra David Cameron e Nigel Farage, un nuovo dibattito è previsto questa sera. Il faccia-a-faccia questa volta vede in campo due grossi personaggi: il capo dei pro-Brexit ed ex sindaco di Londra, Boris Johnson, e Nicola Sturgeon, Primo ministro della Scozia che difende lo status quo. Sempre oggi due ex Primi ministri, il conservatore John Major e il laburista Tony Blair, hanno unito le loro forze per lanciare l'allarme sulle conseguenze di una Brexit sul processo di pace in Irlanda del Nord.