Haftar tiene in pugno l'Ue
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Mentre i 28 ministri degli Esteri dell’Unione Europea sono riuniti in un consiglio straordinario a Bruxelles convocato dall’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell, in Libia le truppe del generale della Cirenaica Khalifa Haftar mietono le prime tre vittime nel contingente turco inviato da Erdogan a difesa del premier di Tripoli Fayez al Serraj.
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Gen 10, 2020 23:40 Europe/Rome
  • Haftar tiene in pugno l'Ue

Mentre i 28 ministri degli Esteri dell’Unione Europea sono riuniti in un consiglio straordinario a Bruxelles convocato dall’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell, in Libia le truppe del generale della Cirenaica Khalifa Haftar mietono le prime tre vittime nel contingente turco inviato da Erdogan a difesa del premier di Tripoli Fayez al Serraj.

In Libia tregua sembra lontana, nonostante la richiesta di cessate il fuoco da parte dello stesso leader turco e del presidente russo Vladimir Putin. L’Ue non può che decidere di aspettare, invocando lo stop alle armi. Aspettare Haftar. Oltre 4 ore di discussione. Tanto è durato questo consiglio straordinario convocato per parlare delle crisi in corso: Libia, ma anche Iraq e Iran dopo l’apertura delle ostilità da parte di Donald Trump con l’uccisione del generale iraniano Soleimani in Iraq il 3 gennaio scorso. Anche sull’Iran i ministri degli Esteri tentano di mantenersi in equilibrio sempre più precario su quello che è stato l’accordo sul nucleare tra Washington e Teheran ai tempi dell’amministrazione Obama negli Usa. Tempi andati. “Invitiamo l’Iran a tornare a rispettare l’accordo al 100 per 100 e ci affidiamo all’agenzia atomica internazionale affinchè continui a verificare l’attività iraniana sul nucleare”, dice Borrell in conferenza stampa. “Senza quell’accordo, l’Iran sarebbe ancora una potenza nucleare. Perciò noi restiamo convinti che sia nel nostro interesse mantenerlo nella misura del possibile”, e poi aggiunge: “...a tutti i costi”. Contraddizioni verbali che lasciano intendere bene quanto sia difficile la posizione dell’Unione Europea, stretta tra Washington, che proprio oggi ha deciso nuove sanzioni contro l’Iran, e Teheran, alleato della Turchia (nonché della Russia). Quella Turchia che ora l’Ue dovrebbe convincere a ritirare le truppe dalla Libia.