UE pronta a intervenire sull'arresto di Patrick Zaki
Il Servizio europeo di Azione Esterna sta esaminando il caso ed è pronto a prendere le misure adeguate. Ma il Cairo ha chiarito che si tratta di un cittadino egiziano.
L'Europa sta seguendo con attenzione il caso di Patrick Zaki, l'attivista di Amnesty che studia all'università di Bologna arrestato all'aeroporto de Il Cairo lo scorso 7 febbraio. Secondo la denuncia di alcune ong, il ricercatore sarebbe stato sottoposto a torture come l'elettroshock e potrebbe rischiare una lunga detenzione. Peter Stano, portavoce del Servizio di azione esterna europea, ha dichiarato alla stampa che la UE è al corrente della situazione ed è pronta a intervenire. "Siamo a conoscenza di questo caso e lo stiamo esaminando attraverso i colleghi alla delegazione del Cairo, stiamo facendo le necessarie valutazioni e, se sarà necessario, intraprenderemo azioni adeguate", ha detto. Una vicenda che evoca il caso Regeni, il ricercatore italiano scomparso e poi ritrovato cadavere in una strada della capitale egiziana esattamente quattro anni fa. La situazione "è molto grave" ha aggiunto il portavoce "ce ne stiamo occupando in modo molto, molto approfondito per stabilire che cosa sia accaduto, sulla base di ciò decideremo quali passi l'Ue farà o come potremo appoggiare le autorità italiane".