Turchia-Grecia, guerra cibernetica tra gli hacker
"Abbiamo un esercito che ama la morte e il martirio tanto quanto voi amate il mondo"
Nuovo inasprimento delle tensioni tra la Turchia e la Grecia dopo la decisione di Turchia di avviare il rilevamento sismico sui giacimenti di petrolio e gas nell’area che la Grecia considera propria zona economica esclusiva. Nel conflitto ora entrano gli hackers.
Gli hacker turchi avrebbero lanciato una campagna di guerra cibernetica, prendendo di mira il sito web della periferia amministrativa greca della Macedonia orientale e Tracia martedì, caricando sulla prima pagina una foto della Oruc Reis, nave turca impegnata nell'esplorazione di riserve di idrocarburi nell’aria contesa Ankara e Atene, ha riferito il portale greco GreekReporter.com.
A quanto si apprende, l’immagine con la nave turca contiene anche una scritta: “Abbiamo un esercito che ama la morte e il martirio tanto quanto voi amate il mondo. #BlueHomeland", con "Blue Homeland" (patria blu) che si riferisce alle rivendicazioni marittime della Turchia sulle aree ricche di idrocarburi nel Mar Mediterraneo orientale.
Nella scorsa settimana, AnonymousGreece ha rivendicato la responsabilità di attacchi ad almeno due siti web del governo turco, lasciando un messaggio su uno di loro con una richiesta rivolta alla Turchia di "smettere di violare le nostre leggi e le leggi internazionali, inviando illegalmente navi, aerei, sottomarini e droni" e "smettere di usare esseri umani come armi ibride ai nostri confini".
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