Giappone: partita la campagna elettorale
Il Partito liberaldemocratico giapponese (Jiminto) ha avviato oggi la sua campagna elettorale interna per la successione al primo ministro Shinzo Abe, che ha annunciato e sue dimissioni per motivi di salute.Nel sistema giapponese il leader del partito di maggioranza diventa in maniera quasi automatica capo del governo.
Il voto interno al partito, in forma ristretta, avrà luogo il 14 settembre.Sono tre gli esponenti politici che hanno presentato la loro candidatura. Il portavoce del governo, il 71enne Yoshihide Suga, è il candidato della continuità ed è considerato il più accreditato per la vittoria finale.Il 63enne Shigeru Ishiba, ex ministro della Difesa, è invece l’esponente dell’opposizione interna alla linea Abe, nei confronti della quale è stato molto critico negli ultimi tempi. Infine Fumio Kishida, 63 anni, ex ministro degli Esteri, era visto fino a non molto tempo fa come il delfino di Abe, ma è anche considerato un peso leggero nel partito nonostante ne sia l’estensore della linea politica.Suga, che ha ottenuto il sostegno delle principali fazioni (habatsu), le correnti in cui è diviso il partito, ha ribadito che continuerà “il lavoro del primo ministro Abe” e ha detto di sperare di poter “andare anche oltre”.Suga ha anche promesso di creare un’agenzia digitale e di alleggerire la burocrazia in particolare nelle procedure sanitarie.Dal canto suo, Ishiba ha promesso di “riscrivere il tracciato”, abbandonando le ricette di Abe. Ha promesso di creeare un’agenzia per la gestione dei disastri e di decentralizzare l’economia, al momento tokyocentrica.Kishida ha ribadito la sua aderenza alla linea Abe in economia e in politica estera, ma ha sottolineato l’esigenza di aumentare il salario minimo di abbassare i costi dell’educazione.La posizione di Suga sembra solida: ha già ottenuto la promessa di voto della maggioranza dei 394 parlamentari, che voteranno. Ma è importantissimo capire anche quanti voti riusciranno ad attrarre Ishiba e Kishida soprattutto tra i 141 quadri di partito che a loro volta esprimeranno il voto, anche perché a settembre del prossimo anno si rivoterà nel formato classico.A causa della necessità di sostituire presto il premio e dell’emergenza pandemica, il partito ha infatti deciso di votare in uno schema ridotto con tutti i parlamentari e solo tre esponenti per ognuna delle 47 prefetture. Ma a settembre, oltre ai 394 parlamentari, avranno diritto al voto anche 394 quadri del partito.
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