Analisi: elezioni USA: un paese lacerato e ferito: a rischio violenza?
- Le presidenziali Usa sfoceranno nella violenza e in una possibile delegittimazione del futuro vincitore?
Un simile interrogativo, solo pochi anni fa abbastanza irrealistico, appare oggi giustificato. Le previsioni dei principali centri di ricerca americani non sono incoraggianti.
La crisi in cui si dibatte l’America ha radici profonde, che risalgono agli anni della reaganomics e poi della deregulation operata da Bill Clinton. Il terribile tracollo finanziario del 2008 rappresentò il punto di svolta, al termine di otto anni di presidenza di George Bush figlio, caratterizzati da due guerre fallimentari in Afghanistan e Iraq costate migliaia di miliardi di dollari.
Il successore Barack Obama avrebbe dovuto ricostruire un paese economicamente in macerie, e rifondare la politica estera americana. Ma fallì, operando cambiamenti puramente cosmetici sul fronte interno, e passando dagli interventi militari diretti alle guerre per delega all’insegna del “leading from behind” in paesi come Libia e Siria, con esiti ugualmente disastrosi. Se con la sua elezione gli americani avevano espresso un voto di speranza nel cambiamento, la vittoria di Donald Trump sarebbe stata invece frutto di un voto di protesta, di rancore cieco nei confronti dell’establishment.
L’arrivo di Trump sancì una spaccatura senza precedenti anche all’interno dell’establishment stesso, che vide democratici e servizi segreti accusare il presidente eletto di collusioni con la Russia, di voler abdicare al ruolo internazionale dell’America, di indebolire la Nato e demolire la globalizzazione. Nel frattempo i segnali di un’allarmante crisi sociale legata alla precarietà occupazionale, alla crescente disuguaglianza, alla frammentazione del tessuto collettivo, e all’impoverimento complessivo della classe media sono giunti all’attenzione dell’opinione pubblica. I tassi di mortalità per alcolismo, dipendenza da oppioidi, e suicidi hanno raggiunto livelli record, in una guerra silenziosa che miete decine di migliaia di vittime ogni anno.
Il crescente disagio psicologico e sociale, e il deterioramento dei servizi sanitari, sono fra le ragioni che hanno portato gli Stati Uniti ad essere l’unica democrazia industrializzata con un tasso declinante di aspettativa di vita. L’ingiustizia sociale e la polarizzazione politica sono aggravate dalla piaga mai sanata delle divisioni razziali, che risale agli albori della storia statunitense e recentemente è riemersa nella protesta dilagante di Black Lives Matter.
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