L'ultimo messaggio di Trump
https://parstoday.ir/it/news/world-i234487-l'ultimo_messaggio_di_trump
WASHINGTON - Donald Trump è stato escluso a tempo indeterminato da Twitter (così influente nella sua candidatura e per tutto il suo mandato) e da Facebook.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 11, 2021 02:59 Europe/Rome
  • L'ultimo messaggio di Trump

WASHINGTON - Donald Trump è stato escluso a tempo indeterminato da Twitter (così influente nella sua candidatura e per tutto il suo mandato) e da Facebook.

La cosa in sé non fa perdere il sonno a nessuno: chi ha chiamato i latino-americani "sterco", ha promosso colpi di stato, ha strappato i figli di migranti alle madri e li ha chiusi in gabbia, non può ottenere alcuna simpatia o comprensione. Semmai diverte la nemesi che colpisce chi ha voluto censurare Tik Tok e colpire Huawei per diventare ora uno che rischia di dover comunicare a voce.

Le decisioni di Twitter e Facebook sembrano legate all’assalto a Capitol Hill dei suoi seguaci e, ancor di più, al suo rifiuto di riconoscere i risultati elettorali, inserendo per la prima volta gli USA nella classifica degli stati con un sistema elettorale dubbio, sottoponendoli allo scetticismo internazionale e mettendo in crisi la presunta superiorità del sistema. Poco a che vedere con la mancanza di rispetto per la legalità e ancor meno con il rispetto della sovranità.

A ben vedere, infatti, questa improvvisa impennata di responsabilità democratica da parte di Zukemberg è quanto meno strana, visto che Facebook si è prestato con entusiasmo a tutti i colpi di stato promossi dagli Stati Uniti negli ultimi anni. Dalle cosiddette "primavere arabe" all'Ucraina e alla Georgia, dal tentato colpo di stato in Nicaragua a quello riuscito in Bolivia, per finire con la Bielorussia, Facebook è stato uno strumento decisivo del golpismo e Zukemberg non si è mai posto il problema dell'uso che ne hanno fatto i suoi utenti.

In Nicaragua, per esempio, su Facebook si vendevano menzogne e morte, i golpisti pubblicavano i video in cui torturavano e uccidevano sandinisti e poliziotti. Zukemberg non ritenne necessario bloccare i troll che si trovavano in Cile e Costa Rica, né gli utenti golpisti che hanno usato le loro pagine per indicare gli obiettivi da raggiungere agli "studenti pacifici". Evidentemente, per i social media USA ci sono colpi di stato che sono accettabili e altri che non lo sono.

Lasciamo da parte, per ora, il ruolo dei giganti della Rete ma, pur tuttavia, l'utilità delle sanzioni contro l'ormai ex presidente offre l'opportunità di sollevare la questione dell'uso e dell'abuso di uno strumento divenuto insostituibile per miliardi di persone. Infatti, la censura dei social media viene applicata quotidianamente a migliaia e migliaia di utenti che non incitano all'attacco in Campidoglio. È sufficiente pubblicare foto o testi che contrastano gli interessi degli Stati Uniti per rischiare sanzioni sui social media.

Ci si può indignare per la censura a Trump, o è meglio guardare molto più in profondità, cioè alla censura di chi non ha né il potere politico e mediatico, né le risorse economiche, né la capacità di persuasione di un presidente degli Stati Uniti, ma è cancellato dalla mera incompatibilità politica con i social media? Dire che gli Stati Uniti promuovono colpi di stato o istigare un assalto al Congresso degli Stati Uniti non è la stessa cosa e non può generare la stessa sanzione. Nel primo caso si tratta di un'opinione abbondantemente provata, nel secondo caso di istigazione al crimine. Eppure ambedue le espressioni sono state censurate.

...

 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium