Usa, il futuro del tycoon e dei repubblicani
WASHINGTON - Il presidente uscente è il primo a subire due impeachment. Il suo futuro è in bilico mentre il partito repubblicano dovrà riorganizzarsi.
L’assalto a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio avrà conseguenze difficilmente prevedibili. Tralasciando le pene per i manifestanti, visto che l’FBI ha aperto fascicoli su centinaia di persone e molti arresti sono già arrivati, le incertezze più forti riguardano il futuro di Donald Trump e del partito dell’elefante rosso.
La Camera statunitense ha approvato l’impeachment (il secondo) nei confronti del presidente uscente. Una procedura rapidissima, motivata dalla grave accusa ai suoi danni di “incitamento all’insurrezione”. La parola finale spetterà al Senato dopo il 20 gennaio, quando Biden sarà già il nuovo inquilino della Casa Bianca. Nella votazione avvenuta, sono stati 10 i repubblicani che hanno votato contro il proprio leader di partito. Un numero non enorme, ma che fa intendere come all’interno del Grand Old Party la situazione sia sempre più tesa.
Dopo qualche giorno, Trump ha negato ogni responsabilità per l’attacco al Congresso perpetrato dai suoi sostenitori e ha condannato tutti gli atti violenti commessi. Un modo, probabilmente tardivo, per cercare di prenderne le distanze ed evitare la condanna.
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