Nessuna voltata di pagina negli Usa
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WASHINGTON - Archiviato il giuramento, Biden si appresterà a firmare una raffica di decreti per ribaltare le politiche di Trump in vari ambiti ...
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Gen 24, 2021 09:01 Europe/Rome
  • Nessuna voltata di pagina negli Usa

WASHINGTON - Archiviato il giuramento, Biden si appresterà a firmare una raffica di decreti per ribaltare le politiche di Trump in vari ambiti ...

La prima questione importante che impegnerà il neo-presidente sarà però il nuovo pacchetto di aiuti economici per un paese stremato dal virus. Pochi giorni fa, Biden ha presentato una proposta da quasi duemila miliardi di dollari che è stata promossa come un elenco di provvedimenti di natura progressista. Alcune misure, oltretutto, non sono direttamente collegate all’emergenza pandemica, ma rappresentano cavalli di battaglia della “sinistra” del Partito Democratico, come l’innalzamento a 15 dollari l’ora dei salari minimi.

Se anche così fosse, è difficile non vedere nelle promesse di Biden una via d’uscita illusoria alla crisi. Come sempre, le prese di posizione formalmente “progressiste” dei democratici saranno piuttosto il punto di partenza di una trattativa con i repubblicani, al termine della quale di progressista resterà ben poco. Ciò nonostante la maggioranza democratica in entrambe le camere del Congresso, che darebbe la possibilità al partito di Biden di concretizzare le proposte presentate agli americani. Ancora prima dell’ingresso di Biden alla Casa Bianca, infatti, i leader dei due partiti al Senato, dove i democratici avranno una risicatissima maggioranza solo grazie al voto della vice-presidente Kamala Harris, si sono incontrati per tracciare la strada di una collaborazione bipartisan nell’attività legislativa.

L’attitudine della nuova amministrazione nei prossimi quattro anni si è intravista nel discorso tenuto mercoledì da Biden dopo il giuramento. A prevalere è stato l’appello all’unità e a mettere fine a quella che ha chiamato una “guerra incivile” in America. L’unità di cui parla il presidente entrante non è tuttavia quella dell’intero paese, quanto piuttosto della classe dirigente americana, chiamata a gestire una delle più gravi crisi della storia recente. Il richiamo all’unità in uno scenario segnato dalla partecipazione attiva di una parte politica a complotti eversivi la dice lunga sulle intenzioni e la natura di Biden e del suo partito.

La collaborazione con i repubblicani è in sostanza necessaria per ricompattare un establishment scosso alle fondamenta dalla crisi e dalle esplosive tensioni sociali accumulate. L’unità deve essere ritrovata anche per cercare di rilanciare la presenza degli Stati Uniti sugli scenari internazionali, in presenza soprattutto di dinamiche multipolari che, invece di essere fermate in questi ultimi quattro anni, sono state di fatto accelerate dalle politiche dell’amministrazione Trump.

Sul fronte domestico, l’uscita dal tunnel sarà resa enormemente complicata dalle condizioni stesse del sistema America e dai cambiamenti strutturali di questi anni. Prima fra tutte la fragilità delle fondamenta su cui si regge un’economia che guarda quasi esclusivamente a Wall Street e garantisce un’incessante quanto illusoria crescita degli indici di borsa solo grazie a tassi di interesse infimi e al flusso ininterrotto di denaro garantito dalla Fed. In definitiva, gli Stati Uniti di Biden non avranno le risorse, oltre che la volontà politica, per arrestare la crisi e risolvere le contraddizioni sociali incanalatesi pericolosamente verso il populismo e l’estrema destra. Le priorità resteranno così gli interessi dell’oligarchia e l’impulso alla militarizzazione, imprescindibile per sostenere la competizione con le potenze emergenti del pianeta.

Ancora prima dell’inizio del mandato di Biden, si sono d’altra parte già potute intuire le prospettive del nuovo presidente con le nomine per gli incarichi più importanti della nuova amministrazione. La gran parte dei prescelti, molti dei quali stanno già sostenendo le audizioni al Senato per ottenere la conferma prevista dalla Costituzione USA, sono “falchi” che hanno già servito durante la presidenza Obama o hanno precedenti anche molto recenti ai vertici delle grandi banche di Wall Street. Con queste premesse, al di là della retorica del giorno dell’insediamento e del senso legittimo di liberazione per l’uscita di scena di Trump, le soluzioni che Biden potrà offrire agli americani faranno ben poco per favorire quella “unità” sui cui ha insistito mercoledì il 46esimo presidente degli Stati Uniti.

 

 

 

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