Golpe in Myanmar, migliaia di persone scendono in piazza a Tokyo
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TOKYO-Migliaia di persone hanno preso parte ieri, 3 febbraio, a una manifestazione organizzata a Tokyo, in Giappone, per protestare contro il golpe militare nel Myanmar e l'arresto della leader birmana Aung san Suu Kyi.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 04, 2021 08:25 Europe/Rome
  • Golpe in Myanmar, migliaia di persone scendono in piazza a Tokyo

TOKYO-Migliaia di persone hanno preso parte ieri, 3 febbraio, a una manifestazione organizzata a Tokyo, in Giappone, per protestare contro il golpe militare nel Myanmar e l'arresto della leader birmana Aung san Suu Kyi.

Alla manifestazione, co-organizzata dall'Unione dell'associazione dei cittadini di Myanmar, hanno preso parte circa 2mila persone, che si sono date appuntamento di fronte al ministero degli Esteri giapponese per chiedere al governo di "far sentire maggiormente la sua voce". Lo riporta l'agenzia Nova. Kyaw Kyaw Soe, uno degli organizzatori della protesta, ha inviato una richiesta scritta al dipartimento per gli Affari del Sud-est asiatico del ministero degli Esteri, chiedendo a Tokyo di far valere il suo peso di "potenzia politica, diplomatica ed economica" per promuovere il ripristino della democrazia nel Myanmar. "Il golpe ha reso difficile per i cittadini birmani in Giappone fare rientro nel loro Paese. Siamo stati privati delle nostre libertà", ha dichiarato l'attivista.

Il governo del Giappone ha espresso preoccupazione per il golpe militare verificatosi questa mattina nel Myanmar, culminato nell'arresto dei vertici del governo civile di quel Paese e nella proclamazione da parte delle forze armate birmane dello stato di emergenza per un anno. "E' importante che le parti interessate risolvano la situazione pacificamente tramite il dialogo, e in linea con i dettami del processo democratico", ha dichiarato il segretario capo di gabinetto e portavoce del governo del Giappone, Katsunobu Kato, nel corso di una conferenza stampa. Kato ha aggiunto che il governo giapponese sta raccogliendo informazioni in merito alla situazione dalla propria ambasciata a Yangon, la più grande città e capitale economica del Myanmar.

La riunione d'emergenza convocata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite martedì, 2 febbraio, all'indomani del colpo di Stato delle forze armate del Myanmar, si è chiuso senza un accordo tra gli Stati membri in merito ad una eventuale risposta collettiva. Lo riferisce la stampa Usa, secondo cui Cina e Russia hanno chiesto più tempo per valutare gli sviluppi nel Paese dell'Asia Meridionale. Secondo una fonte citata dal quotidiano "Washington Times", il Consiglio proseguirà i negoziati nel tentativo di stabilire un fronte unito, e giungere se possibile alla pubblicazione di una dichiarazione congiunta. Il Regno Unito, che presiede il Consiglio, puntava ad approvare un comunicato congiunto che condannasse il golpe a Myanmar, e chiedesse il rilascio immediato dei leader civili arrestati; tali dichiarazioni richiedono però il consenso unanime dei 15 Paesi membri del Consiglio. Durante l'incontro, l'inviato speciale dell'Onu per il Myanmar, Christine Schraner Burgener, ha condannato le azioni dei vertici militari birmani, ed ha sollecitato una risposta comune della comunità internazionale.

 

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