Clima, Francia condannata per violazione accordi
PARIGI - II governo francese è colpevole perché non ha intrapreso azioni sufficienti per combattere il cambiamento climatico.
Il tribunale amministrativo di Parigi ha dichiarato che lo Stato e l’ha condannato al risarcimento simbolico di un euro da versare a ciascuna delle quattro organizzazioni che hanno intentato la causa.
Oxfam France, Greenpeace e altre due ong affermano che le dichiarazioni del presidente Emmanuel Macron a favore di un'azione globale per il clima non sono sostenute da misure sufficienti per ridurre le emissioni che contribuiscono al riscaldamento globale. I giornali francesi hanno definito “storica” la sentenza dei giudici.
La decisione ha inoltre riconosciuto la responsabilità della Francia nella crisi climatica e ha giudicato illegale il mancato rispetto degli obiettivi di riduzione dei gas serra. Allo Stato viene anche attribuita la responsabilità di “danni ecologici”. Tra gli impegni non rispettati, paradossalmente, c’è anche l’accordo internazionale firmato proprio a Parigi cinque anni fa che mira a limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, e tenerlo preferibilmente a 1,5 gradi.
Il tribunale si è poi concesso due mesi di tempo nei quali valuterà le misure necessarie per impedire ulteriori danni all’ambiente e lo Stato francese potrebbe in futuro essere costretto dai giudici a prendere decisioni più forti per tutelare il clima. Lo Stato francese - secondo l’agenzia Afp - potrebbe essere obbligato ad agire in due modi. O per mezzo di sanzioni mirate a risarcire i danni ambientali o tramite una serie di obiettivi che dovrebbero essere raggiunti entro delle scadenze temporali. Quest’ultima è l’opzione preferita dagli attivisti di Oxfam Francia e Greenpeace, Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à Tous.
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