Myanmar: continuano le proteste con migliaia di manifestanti in diverse città
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Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi sulle strade del Myanmar contro il colpo di stato militare. Ieri è stato il nono giorno di protesta, con manifestazioni a Yangon, la città più grande, a Naypyidaw, la capitale, e in altri centri, da Mandalay a Tavoy a Waimaw. Lo riporta l'agenzia Nova.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 15, 2021 01:47 Europe/Rome
  • Myanmar: continuano le proteste con migliaia di manifestanti in diverse città

Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi sulle strade del Myanmar contro il colpo di stato militare. Ieri è stato il nono giorno di protesta, con manifestazioni a Yangon, la città più grande, a Naypyidaw, la capitale, e in altri centri, da Mandalay a Tavoy a Waimaw. Lo riporta l'agenzia Nova.

 Molti dei manifestanti portavano cartelli con l’immagine della consigliera di Stato, Aung San Suu Kyi, che si trova agli arresti e di cui chiedevano la liberazione. La popolazione, inoltre, si è organizzata con gruppi di sorveglianza per cercare di impedire gli arresti, che vengono effettuati soprattutto di notte e da agenti di polizia in borghese. Secondo l’Associazione di assistenza per i prigionieri politici, sono più di 380 le persone arrestate. La giunta militare ha emesso mandati di arresto per gli attivisti democratici che sostengono le proteste e avvertito l’opinione pubblica di non ospitare gli attivisti fuggitivi. Le forze armate stanno dando la caccia, in particolare, a sette attivisti, tra i quali Min Ko Naing, già in prima linea nelle proteste del 1988.
La protesta ha avuto luogo anche nel ciberspazio, con un attacco informatico al sito governativo Myanmar Digital News rivendicato da un gruppo chiamato Brotherhood of Myanmar Hackers. Sulla pagina sono apparse immagine e parole contro il colpo di stato. Al momento il sito risulta inaccessibile. Ieri il ministero dell’Informazione ha anche avvisato la stampa estera di non causare “disordini pubblici”. Ieri il capo dell’Esercito Min Aung Hlaing ha ingiunto ai dipendenti pubblici in sciopero di tornare al lavoro e il nuovo regime ha istituito una linea diretta per raccogliere segnalazioni su quelli che partecipano alle manifestazioni.

 

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