La guerra fredda Usa-Russia rischia di scaldarsi in Donbass
Il conflitto 'congelato' in Ucraina, dove ormai da anni Kiev e Mosca si contendono la regione separatista del Donbass, si sta improvvisamente surriscaldando. A indicarlo non ci sono solo le dichiarazioni roboanti del Cremlino e della Casa Bianca ma indizi precisi.
Come – stando a diverse fonti – un massiccio movimento di truppe russe verso il confine ucraino e in Crimea, la penisola annessa dalla Russia con il contestato referendum del 2014. Il timore, dunque, è che qualcosa stia bollendo in pentola. I dettagli sono importantissimi. Mosca sostiene che l'Ucraina, nel corso delle ultime settimane, abbia rafforzato la sua presenza militare vicino alla linea di contatto nel sud-est del Paese, «senz'altro istigata dall'Occidente e in particolare da Washington». Il presidente ucraino Vladimir Zelensky è al minimo del gradimento da quando è salito al potere e c'è il timore, in Russia, che sia ormai «prigioniero» dei falchi nazionalisti, da sempre favorevoli a inviare truppe nel Donbass. I negoziati di pace, nel formato Normandia, non stanno portando da nessuna parte e in settimana Vladimir Putin ha avuto un trilaterale con Emmanuel Macron e Angela Merkel, in cui si è parlato (oltre che di vaccino Sputnik V) anche e soprattutto di Ucraina. Convitato di pietra, proprio Kiev. E questo è un primo punto fermo.
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