I populisti d’Europa contro le TV pubbliche
Negli ultimi anni in vari paesi europei è successo che governi e movimenti populisti attaccassero le televisioni pubbliche, e in particolare minacciassero di tagliare drasticamente i finanziamenti statali che le sostengono.
Come ha raccontato l’Economist, è un fenomeno che si è verificato sia in paesi governati da leader autoritari o semi-autoritari, come Ungheria, Polonia e più di recente Slovenia, sia in paesi con una forte tradizione liberale, come Germania e Svezia. La recente ondata populista contro l’indipendenza delle televisioni pubbliche, ha scritto l’Economist, ha le sue radici in Russia, dove a partire dagli anni Duemila, con Vladimir Putin al potere, i media di stato hanno iniziato a comportarsi come organi di stampa del governo. Così quando nel 2010 Viktor Orbán è diventato primo ministro dell’Ungheria per la seconda volta, ha cercato di fare lo stesso nel suo paese, raggruppando tutti i servizi pubblici radiotelevisivi in un’unica emittente (MTVA) che è di fatto è diventata un organo di propaganda del governo. Anche in Polonia il partito di destra Diritto e Giustizia (PiS) ha seguito l’esempio di Orbán quando è andato al potere nel 2015, e la tv pubblica TVP è finita anche qui in poco tempo sotto il controllo del governo.
Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
E il sito: Urmedium