Strage migranti, rimpallo di responsabilità sui mancati soccorsi
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L'ultima strage di migranti nel Mediterraneo, al largo della Libia, ieri ha fatto 130 morti in mare. Alarm Phone ha lanciato l'allerta per tre diverse imbarcazioni: una con 40 persone e due gommoni che avevano tra i 100 e i 120 passeggeri ciascuno.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 24, 2021 19:18 Europe/Rome
  • Strage migranti, rimpallo di responsabilità sui mancati soccorsi

L'ultima strage di migranti nel Mediterraneo, al largo della Libia, ieri ha fatto 130 morti in mare. Alarm Phone ha lanciato l'allerta per tre diverse imbarcazioni: una con 40 persone e due gommoni che avevano tra i 100 e i 120 passeggeri ciascuno.

La prima imbarcazione si è ribaltata, mentre un gommone ha fatto ritorno in Libia e a bordo sono stati trovati i cadaveri di una donna e di un bambino. Del secondo gommone con 42 persone a bordo, invece, "non si hanno notizie da 53 ore", fa sapere Alarm Phone. Fonti della Guardia Costiera riferiscono che "l'evento è avvenuto in area di responsabilità sar libica". "Le autorità libiche hanno assunto il coordinamento dell'evento. La Guardia Costiera italiana, su richiesta delle autorità libiche, come previsto dalle convenzioni internazionali sul soccorso in mare, ha individuato le unità mercantili presenti in zona che sono state successivamente utilizzate dalle autorità libiche per le attività di ricerca nell'area". Nonostante ciò non si è potuto salvare i naufraghi. Alarm Phone ha diramato una richiesta di soccorso, che secondo la ong sarebbe stata ignorata dalle autorità libiche. La posizione gps delle imbarcazioni è stata comunicata alle autorità europee e libiche, ma l'unica risposta è stata il sorvolo di un "aereo di sorveglianza di Frontex, sette ore dopo il primo allarme, che ha individuato l'imbarcazione e ha informato tutte le autorità e le navi mercantili in zona sulla situazione critica di pericolo". E anche le autorità europee, secondo il report di Alarm Phone confermato dall'ong Sea Watch, avrebbero respinto le responsabilità del coordinamento delle azioni di salvataggio, indicando in quelle libiche le "autorità competenti". Un 'lavarsi le mani' che ha lasciato in balia del mare "con onde fino a sei metri" le imbarcazioni per una intera notte. "Le autorità dell'Ue e Frontex sapevano dell'emergenza, ma hanno negato il salvataggio", ha scritto l'ong su Twitter. Più netta l'accusa dell'organizzazione internazionale delle migrazioni: "Gli Stati si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone che hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni prima di annegare nel cimitero del Mediterraneo.

 

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