Perché Taiwan è il posto più pericoloso del mondo
LONDRA - “The most dangerous place on Earth“. Per l’Economist il luogo più pericoloso sulla faccia della terra è situato in Asia e si chiama Taiwan.
Il noto settimanale ha dedicato una copertina alla “provincia ribelle” rivendicata dalla Cina e protetta dagli Stati Uniti. Nella ricostruzione grafica l’isola è al centro di un radar, esattamente a metà strada tra due flotte navali, quelle cinesi a ovest e quelle americane a est. Chiaro il messaggio: la resa dei conti per il futuro di Taiwan non può più essere rimandata. Anzi: è sempre più vicina. E, a seconda di come sarà gestita la vicenda, non è da escludere l’ombra di una guerra tra Washington e Pechino. Una guerra che potrebbe pure estendersi su larga scala e coinvolgere altri attori globali, in un pericoloso risiko a decretare l’antipasto di una specie di terza guerra mondiale. Per capire i nodi del presente bisogna fare un breve tuffo nella storia. Quando nel 1949 Mao Zedong fondò la “nuova Cina”, la Repubblica Popolare Cinese, i nazionalisti del Kuomintang, guidati dal generale Chiang Kai-shek, fuggirono a Taiwan. Da quel momento in poi nacque la Repubblica di Cina, uno Stato che si è subito proclamato indipendente ma che, fin dall’inizio, è stato considerato dall'”altra Cina” parte integrante del proprio territorio. La disputa non è ancora stata risolta. Da un certo punto di vista, Taiwan viene spesso immaginata come una sorta di campo di battaglia in cui si svolgono le ostilità tra Stati Uniti e Cina. L’isola, 24 milioni di persone e collocata a 160 chilometri dalla costa cinese, si trova in effetti in una posizione geopolitica alquanto scomoda. I leader del Partito Comunista Cinese sostengono che esista una sola Cina, da loro gestita e amministrata, e che Taiwan sarebbe soltanto una provincia ribelle. Washington, che pure ha accettato di seguire la One China Policy – una politica che afferma l’esistenza di un solo stato sovrano sotto il nome di Cina, in contrasto con l’idea che ci siano due stati, la Repubblica popolare cinese e la Repubblica cinese – ha passato gli ultimi 70 anni a garantire che esistessero due Cine. La mossa americana ha funzionato finché la Cina era un Paese arretrato. Ma non appena il Dragone si è risvegliato, minacciando lo status internazionale creato dagli Stati Uniti, le ambiguità sono venute al pettine.
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