Rifiuti su spiagge, la pandemia della plastica
ROMA - La plastica rappresenta l'84% dei troppi rifiuti presenti sulle nostre spiagge.
Così l'indagine di Legambiente su 47 spiagge in 13 Regioni. Trovati sul 72% delle spiagge guanti usa e getta, mascherine e altri oggetti riconducibili all'emergenza Covid-19.
Per quanto riguarda l'Europa, il biennio 2020-2021 avrebbe dovuto segnare una svolta nella lotta ai rifiuti derivati dal petrolio. Poi è arrivato il coronavirus: tra mascherine, guanti e imballaggi anti-contagio, il rischio di un passo indietro è sempre più concreto.
Il 2021 comunque avrebbe dovuto essere per l’Europa l’anno della svolta.
A luglio entrerà in vigore l’ormai celebre direttiva che limita le plastiche monouso, parte di una strategia ambiziosa di transizione verso un’economia circolare. Invece è stato l’anno in cui l’umanità si è resa conto della sua pericolosa dipendenza dalla plastica, soprattutto quella usa e getta.
Nessuno sa esattamente quanti dispositivi di protezione personale siano stati utilizzati dall’ arrivo del Covid-19.
Qualche mese fa gli studiosi stimavano che nel 2020 si sarebbero utilizzati globalmente qualcosa come 129 miliardi di mascherine ogni mese, da sommare agli altri dispositivi di protezione (guanti, visiere, grembiuli) che viaggiano su cifre inferiori ma comunque imponenti.
Il continente europeo, nel suo complesso, ne consuma quindi circa un miliardo al giorno. In termini di peso (una mascherina pesa circa 3 grammi), nella sola Unione europea ogni giorno circa 1600 tonnellate di mascherine finiscono quindi tra i rifiuti.
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