Bielorussia e il 'dirottamento' Ryanair
BRUXELLES - I leader dei Ventisette, hanno adottato le conclusioni sulla Bielorussia che prevedono la richiesta di ulteriori sanzioni, ...
di vietare il sorvolo alle compagnie aeree bielorusse dello spazio aereo dell'Ue così come chiedono alle compagnie europee di evitare di sorvolare la Bielorussia.
I leader Ue chiedono l'immediata liberazione del giornalista Raman Pratasevich e della sua fidanzata, Sofia Sapega, e invitano l'Icao ad avviare un'investigazione urgente sul dirottamento del volo Ryanair.
L’atterraggio forzato in Bielorussia del volo Ryanair che doveva portare in Lituania il “dissidente” Protasevich ha prevedibilmente scatenato un’ondata di condanne e di reazioni indignate in Occidente, assieme a rinnovati appelli per imporre altre sanzioni contro il regime di Alexandr Lukashenko.
La decisione, presa in prima persona dal presidente bielorusso, conferma in effetti la mano pesante del governo di Minsk nella repressione dei suoi oppositori. Le grida isteriche sollevatesi da Washington ai paesi baltici sono tuttavia ancora una volta ipocrite e l’indignazione altamente selettiva, avendo a che fare, come tutta la campagna messa in atto dopo le discusse elezione dell’agosto 2020, con ragioni di natura politica e strategica piuttosto che con un qualche scrupolo genuinamente democratico.
La stampa ufficiale europea e americana non si è fatta scrupoli nel definire l’operazione di domenica come un vero e proprio “dirottamento”, che avrebbe messo in pericolo la vita dei 170 passeggeri del volo della low-cost irlandese decollato da Atene. Un MiG-29 dell’aviazione bielorussa ha scortato il Boeing 737-800 verso l’aeroporto di Minsk, costringendolo a una modifica della rotta quando mancavano un paio di minuti al suo ingresso nello spazio aereo lituano.
Le autorità bielorusse hanno citato la possibile presenza di esplosivo a bordo dell’aereo come giustificazione per l’atterraggio forzato. Il volo è ripartito sette ore più tardi in direzione Vilnius al termine di controlli che non hanno fatto emergere alcuna minaccia. A terra è rimasto però il 26enne Roman Protasevich. Nei suoi confronti pendeva un mandato di arresto in Bielorussia perché accusato di avere fomentato le proteste anti-governative seguite alle elezioni dello scorso anno tramite l’organizzazione giornalistica NEXTA, il cui canale Telegram è diventato il più popolare tra le forze anti-Lukashenko. A novembre, nel suo paese di origine era stato messo anche sulla lista dei ricercati per terrorismo.
Secondo la testimonianza di un passeggero lituano raccolta dalla Reuters, alla notizia dell’atterraggio imprevisto a Minsk, Protasevich avrebbe estratto dal suo bagaglio un computer portatile e un telefono cellulare per consegnarli alla findanzata che viaggiava con lui. Nemmeno quest’ultima, come ha rivelato in seguito il presidente lituano Gitanas Nauseda, si è imbarcata per Vilnius dopo lo stop forzato. Un’altra passeggera dello stesso volo ha inoltre riferito alla Agence France-Presse che Protasevich, appena saputo del “dirottamento”, avrebbe affermato che in Bielorussia lo attendeva “la pena di morte”.
Protasevich si era recato in Grecia per partecipare a una conferenza assieme a una delle leader dell’opposizione, Sviatlana Tikhanovskaya, candidata sconfitta da Lukashenko nelle ultime presidenziali. Come la Tikhanovskaya e Protasevich, svariati esponenti di spicco dell’opposizione filo-occidentale hanno trovato rifugio all’estero, soprattutto in Polonia e Lituania, dopo la repressione del governo di Minsk e sono diventati il punto di riferimento della campagna occidentale per fare pressioni su Lukashenko e favorirne la rimozione.
NEXTA viene generalmente descritto come un organo indipendente, anzi l’unica fonte obiettiva di notizie non legata al regime rimasta in Bielorussia. In realtà, NEXTA è stato fondato da Stepan Putila, già collaboratore del canale polacco-bielorusso con sede a Varsavia Belsat TV, finanziato dal ministero degli Esteri polacco e, secondo alcune ricostruzioni, beneficiario anche di denaro riconducibile ai governi di Stati Uniti e Gran Bretagna. Queste testate hanno inoltre collegamenti con Radio Free Europe/Radio Libery (RFE/RL), che è sostanzialmente un organo di propaganda di Washington. Con RFE/RL ha collaborato lo stesso Protasevich e Putila. Il primo, secondo quanto riportato dalla stampa ucraina, avrebbe anche posizioni politiche non proprio edificanti, avendo collaborato con il cosiddetto battaglione Azov, l’organizzazione paramilitare neo-nazista coinvolta nel conflitto del Donbass.
Gli organi di informazione collegati a Protasevich costituiscono una delle armi principali della penetrazione occidentale in Bielorussia per destabilizzare l’alleanza con Mosca. Dietro alla promozione della democrazia si nascondono manovre per fomentare le cosiddette “rivoluzioni colorate”, mentre la trasformazione auspicata dei paesi bersaglio di queste campagne è sempre in un “paradiso” neo-liberista, sul modello non esattamente rassicurante della Russia nei primi anni seguiti alla fine dell’Unione Sovietica o, più recentemente, dell’Ucraina.
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