Dalla Polonia e Ungheria rinascono le idee di estrema destra
Da qualche mese Polonia e Ungheria, due paesi membri dell’Unione Europea da tempo accusati di limitare la libertà di espressione e di stampa all’interno dei propri confini nazionali, hanno sviluppato due social network per garantire la circolazione di idee di estrema destra, a volte censurate dalle grandi piattaforme come Twitter e Facebook.
Il social polacco si chiama Albicla e quello ungherese Hundub: entrambi promettono di “difendere la libertà di espressione” e i valori della destra conservatrice, come per esempio quelli che vorrebbero negare i diritti delle persone della comunità LGBT+. Albicla e Hundub seguono il modello del social network statunitense Parler, uno dei più usati dalla destra americana come alternativa a Facebook e Twitter, in particolare dopo l’espulsione dell’ex presidente americano Donald Trump dalle principali piattaforme, lo scorso gennaio. Proprio il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, espresso dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS, la sigla in polacco), aveva commentato l’espulsione in un post su Facebook dicendo che «né gli algoritmi né i proprietari delle multinazionali dovrebbero decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato»; sia il governo polacco che quello ungherese avevano quindi iniziato a fare pressione affinché i social network permettessero la condivisione di tutti i contenuti, anche quelli di estrema destra. Secondo Adrian Shahbaz, direttore del programma “Tecnologia e Democrazia” della ong che si occupa di diritti civili Freedom House, la decisione di creare dei social network per così dire liberi dalla censura è particolarmente controversa, perché i governi «che per primi limitano la libertà di stampa adesso si stanno atteggiando a difensori della libertà di espressione».