La Russia esce dal trattato Cieli Aperti
MOSCA - Il Consiglio della Federazione, la Camera alta dell'Assemblea federale della Russia, ha approvato all'unanimità il decreto legge sull'uscita dal Trattato Cieli Aperti.
La settimana scorsa l'amministrazione statunitense aveva informato Mosca che non intende tornare all'accordo che prevede l'opportunità di effettuare voli di ricognizione su territori di altri paesi a condizione di reciprocità. Il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov oggi ha comunicato che anche la Russia abbandona definitivamente l'accordo, spiegando che "gli americani non hanno lasciato nessun dubbio" sul fatto che non aderiranno nuovamente. Ora il documento sarà diretto ai depositari del trattato, Canada e Ungheria, che dovranno firmarlo. La partecipazione della parte russa al trattato finirà fra sei mesi. Il Trattato sui cieli aperti venne firmato nel 1992 ed entrò in vigore 10 anni dopo. Il documento ha consentito a 34 nazioni partecipanti di condurre voli di osservazione disarmati sui rispettivi territori.Il 21 maggio 2020, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato che il suo Paese si sarebbe ritirato dal Trattato a causa di presunte violazioni da parte di Mosca, che la Russia ha negato, sostenendo che tutte le questioni relative all'accordo sollevate da Washington si sarebbero potute discutere nell'ambito della Commissione Consultiva Cieli Aperti. La partecipazione degli Stati Uniti al trattato si è conclusa ufficialmente il 22 novembre, provocando a sua volta il ritiro della Russia dall'accordo.
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