La via cinese. Sfida per un futuro condiviso
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ROMA - Interpretando l’esigenza di lettori non specialisti e non abbastanza informati sulla realtà cinese, penso che davvero mancava nel panorama editoriale un saggio di questo genere e livello.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 22, 2021 15:28 Europe/Rome
  • La via cinese. Sfida per un futuro condiviso

ROMA - Interpretando l’esigenza di lettori non specialisti e non abbastanza informati sulla realtà cinese, penso che davvero mancava nel panorama editoriale un saggio di questo genere e livello.

Infatti il lavoro di Fabio Massimo Parenti ha il pregio di affrontare gli argomenti in modo flessibile e offre le armi “tecniche” e informative per capovolgere nel suo insieme il quadro accusatorio della narrazione occidentale sulla Cina. Come evidenziato nell’introduzione di Shaun Rein, vengono smentiti molti banali stereotipi radicati nell’opinione comune occidentale: e cioè che i cinesi comuni abbiano subìto il “lavaggio del cervello” al fine di sostenere il Partito Comunista Cinese, che la Cina copi idee altrui senza innovare, e che addirittura l’abilità tecnologica della Cina sia molto arretrata rispetto a quella di un Occidente dotato “per natura” di capacità imprenditoriali e vocazione tecnologica. Quello che emerge dalle pagine del libro è la percezione del mutamento dell’ordine liberale mondiale. Mutamento con cui, volenti o nolenti, dovranno confrontarsi anche “i nostalgici” rimasti ancorati ad una visione statica dell’egemonia statunitense. Per essere più espliciti: la globalizzazione neoliberale ha promosso processi di liberalizzazione e privatizzazione a livello planetario, ma nel contempo ha acuito diseguaglianze, ha provocato destabilizzazione, cicli sistemici di crisi finanziarie ed economiche, guerre “umanitarie” e cambi di regime. Tutto con la scusa della guerra al terrorismo in funzione anticinese, antirussa, anti-iraniana ecc.. Oggi la globalizzazione neoliberale mostra i suoi limiti e, avendo promosso una crescente riduzione dell’intervento statale in economia, ha ridotto il ruolo della politica a portavoce degli interessi delle comunità di affari. Al contrario, la forza costruttiva della globalizzazione con caratteristiche cinesi, presente nell’idea di “costruzione di una comunità umana dal destino condiviso”, oltre a mettere a nudo i difetti e le debolezze strutturali accumulate dall’Occidente, propone e sta praticando maggiore interconnessione attraverso strategie di investimento e cooperazione, sviluppo di aree depresse, stabilizzazione di regioni strategiche, collegamenti più veloci ed efficienti.

 

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