Italia, i no vax tra il personale sanitario. Perche'?
Torino - Rischiano il demansionamento o la sospensione dal servizio i 1.181 operatori della sanità marchigiana che ...
finora non si sono vaccinati, né hanno prenotato la somministrazione della prima dose. Da quanto si è appreso da fonti dell’Asur Marche, nei giorni scorsi è partito un invito formale ai sanitari no-vax perché presentino – entro 5 giorni – una certificazione di avvenuta vaccinazione, o di esenzione, o di insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale o la richiesta di vaccinazione.
In caso di mancata risposta, verrà inviata la richiesta di sottoporsi alla vaccinazione che, se non dovesse avere effetti, porterà l’Asur a informare l’ordine professionale di appartenenza e il datore di lavoro dell’operatore sanitario, ultimo atto perché possano scattare i provvedimenti di sospensione del diritto di svolgere prestazioni o mansioni “che implicano contatti interpersonali o che comportino, in qualsiasi forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-Cov-2”.
E' gia' scattata la sospensione inflitta dall’Asp di Reggio Calabria a 15 operatori sanitari che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid. Il provvedimento di sospensione è stato assunto dal commissario straordinario Gianluigi Scaffidi.
Toscana, in prima battuta la diffida, poi il demansionamento e in caso estremo la sospensione dal servizio, senza stipendio fino al 31 dicembre. Questo lo scenario che si prefigura per i 15.795 professionisti sanitari in Toscana (l’11% del totale) che ancora non si sono vaccinati, secondo l’ultima rilevazione portata avanti dal governo. Di questi circa 9.000 operano nell’Ausl Toscana Centro, la più grande della Regione, che racchiude Firenze, Pistoia, Prato ed Empoli. Anche se il direttore del dipartimento di prevenzione Ausl Centro, Renzo Berti, rassicura che almeno 2.000 hanno prenotato l’appuntamento per la somministrazione della prima dose.
Al momento sono circa una trentina gli operatori del settore sanitario pubblico o privato che su Genova hanno rifiutato il vaccino. Si tratta di un dato parziale: a oggi infatti delle oltre 11mila le lettere di invito alla vaccinazione spedite dalle Aziende socio sanitarie della Liguria agli esercenti le professioni sanitarie e gli "operatori di interesse sanitario” che non risultavano né prenotati né vaccinati, su Genova sono state inviate 6.340 lettere: le pratiche lavorate e chiuse (che riguardano chi si è vaccinato con entrambe le dosi e chi è temporaneamente esonerato) sono 1.969.
In Emilia Romagna sarebbero circa 5mila gli operatori della sanità – pari a una percentuale inferiore al 2% del totale dei medici, infermieri o Oss che lavorano sul territorio - per cui è stato attivato l’iter previsto per chi non si è ancora sottoposto alla vaccinazione anti-Covid. E’ quanto apprende l’AGI dalla Regione. I sanitari - medici ed infermieri - sono stati segnalati dalle strutture pubbliche o convenzionate con il Servizio sanitario regionale, anche ai rispettivi ordini professionali.
Veneto, si va assottigliando il numero degli operatori sanitari veneti che rifiutano il vaccino Covid. Stando a quanto riferito è infatti visibile un “contro trend” innescato qualche giorno fa che vede sempre più operatori che inizialmente avevano rifiutato il siero fare richiesta di vaccinazione. Per questo a oggi è impossibile avere dalla Regione Veneto dei numeri precisi (numeri che saranno resi pubblici non prima di qualche giorno). Ogni singola Asl avrà poi autonomia decisionale in merito ai provvedimenti da prendere per chi resterà fermo nella decisione di non sottoporsi a vaccinazione.
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