Perche' la Nato non vuole lasciare Mar Nero ?
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Mosca (pars Today Italian) - ​​​​​​​Sono terminate ufficialmente nel mar Nero il 10 luglio le manovre “Sea Breeze 2021”, cui hanno preso parte vascelli da 32 paesi, anche non membri dell’Alleanza atlantica, 40 aerei, 5.000 uomini e 18 gruppi di forze speciali d’attacco.
(last modified 2025-01-30T07:32:59+00:00 )
Lug 15, 2021 02:37 Europe/Rome
  • Perche' la Nato non vuole lasciare Mar Nero ?

Mosca (pars Today Italian) - ​​​​​​​Sono terminate ufficialmente nel mar Nero il 10 luglio le manovre “Sea Breeze 2021”, cui hanno preso parte vascelli da 32 paesi, anche non membri dell’Alleanza atlantica, 40 aerei, 5.000 uomini e 18 gruppi di forze speciali d’attacco.

Le “Sea Breeze” si sono concluse; ma la NATO non ha alcuna intenzione di lasciare le acque del mar Nero.

Il rappresentante speciale del Segretario generale per Caucaso e Asia centrale, James Appathurai, aveva dichiarato che l’Alleanza manterrà la presenza nel bacino «per il sostegno agli alleati e ai partner della NATO», aggiungendo che questa «sta esaminando la questione di una maggiore cooperazione tra Georgia e NATO».

Tanto più che, sempre secondo Appathurai, la NATO non considera il mar Nero un mare russo e anzi ha intenzione di allargarvi la propria presenza.

Appathurai dice : «Quando si parla della Crimea, la NATO ha una posizione ferma. La Crimea è Ucraina e non Russia.

La Tass ricordava giorni fa come la Georgia cooperi con la NATO sin dalla fine degli anni ’90 e come, nel 2002, l’allora Presidente Eduard Ševardnadze, il famigerato ex Ministro degli esteri della perestrojka, avesse espresso il desiderio di entrare a far parte dell’Alleanza.

Un’aspirazione ovviamente più che condivisa dal suo successore, Mikhail Saakašvili; mentre i governi georgiani posteriori al 2012, pur continuando sulla strada dell’integrazione nella NATO, hanno tra i propri obiettivi ufficiali quelli di una graduale normalizzazione dei rapporti con la Russia, non a danno dell’integrità territoriale della Georgia”, con esplicito riferimento alla questione dell’Abkhazija e, soprattutto, dell’Ossetija meridionale, attaccando la quale, nell’agosto 2008, il “prode” Saakašvili riuscì a perdere in cinque giorni la guerra con la Russia.  

Non è che se la passi tanto meglio nemmeno l’Ucraina golpista che, dal 2014, ha perso quasi l’80% del proprio naviglio, è riuscita a distruggere i migliori cantieri navali del paese e oggi dispone di pochissime grandi navi e alcune motovedette. 

A tutto questo lavorio della NATO, Mosca oppone nel mar Nero qualcosa come 260 vascelli, tra incrociatori lanciamissili, cacciatorpediniere, fregate e un’altra settantina di navi di superficie, oltre a  sommergigili , motovedette e battelli ausiliari.

Secondo l’esperto di diritto marittimo internazionale, Vladimir Kotljar, sentito da Pravda.ru, lo scopo di tali provocazioni è molto semplice: costringere la Russia a fare concessioni riguardo la Crimea. Tuttavia, appare alquanto ottimista il Presidente russo Vladimir Putin. In riferimento agli incidenti con il “Defender” e la “Evertsen”, ha detto che l’obiettivo principale di tali provocazioni era, da un lato, quello di sondare le capacità russe di bloccare incursioni simili, ma, soprattutto, di ribadire che essi non riconoscono e non rispettano e la scelta dei crimeani di unirsi alla Russia.

Ma, in ogni caso, aveva detto Putin, anche se la Marina russa avesse sparato non colpi di avvertimento davanti alla prora del “Defender”, ma lo avesse affondato, non si sarebbe arrivati alla guerra, dato che, nemmeno dall’altra parte, aveva detto, ci sono degli stupidi.

Certo, se lo dice Putin, magari sarà vero. Ma a noi tornano comunque in mente le parole pronunciate a Mosca dal grande Mao nel 40° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, secondo cui «sollevare una pietra per poi lasciarsela ricadere sui piedi» è il tipico «modo di agire di certi stupidi. I reazionari di ogni paese appartengono a questa categoria di stupidi».

 

 

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