Tokyo 2020, presidente Sudcorea cancella presenza
TOKYO - Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha deciso di rinunciare a presenziare all’inaugurazione dei Giochi olimpici di Tokyo, perché i colloqui diplomatici non sono riusciti a trovare una composizione delle annose vertenze storiche che avvelenano i rapporti tra Giappone e Corea del Sud.
La Casa blu, sede della presidenza sudcoreana, ha annunciato oggi la cancellazione del viaggio e del previsto summit con il primo ministro giapponese Yoshihide Suga. “L’abbiamo deciso perché non siamo riusciti a trovare un vantaggio nel summit, sebbene i colloqui preliminari abbiano goduto di un’atmosfera positiva e consentito di avvicinarci considerevolmente”, ha spiegato in una dichiarazione il portavoce del presidente sudcoreano Park Su-hyun. I rapporti tra Giappone e Sudcorea, entrambi alleati regionali degli Stati uniti, sono scadenti. Seoul continua a chiedere risarcimenti e scuse più forti per la vicenda delle cosiddette donne di conforto, cioè le donne per lo più coreane che erano utilizzate come schiave sessuali nei bordelli militari dell’Armata imperiale nipponica fino alla conclusione della Seconda guerra mondiale, e per l’utilizzo di lavoro forzato nel periodo coloniale. Tokyo sostiene che le questioni sono state ormai regolate sulla base della normalizzazione dei rapporti e di seguenti intese tra i due paesi.
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