Lo scandalo intercettazioni fa esplodere il parlamento indiano
NEW DELHI - Il Parlamento indiano è stato scosso dalle proteste, quando l’opposizione ha accusato il governo del primo Ministro Narendra Modi di usare spyware di tipo militare per monitorare gli avversari politici, i giornalisti e gli attivisti.
La sessione del 20 luglio è stata interrotta ripetutamente mentre i parlamentari dell’opposizione gridavano slogan contro il governo di Modi e chiedevano un’indagine su come lo spyware, noto come Pegasus, fosse usato in India. Le proteste sono arrivate dopo che un’inchiesta di un consorzio globale di media era stata pubblicata la domenica precedente, riporta Ap. Sulla base di dati di targeting trapelati, i risultati hanno fornito la prova che lo spyware israeliano di Nso Group è stato utilizzato per infiltrarsi in dispositivi appartenenti a una serie di obiettivi, tra cui giornalisti, attivisti e oppositori politici in 50 paesi. In India, l’elenco dei potenziali obiettivi di sorveglianza includeva il leader del partito del Congresso Rahul Gandhi, almeno 40 giornalisti, un famoso stratega elettorale critico di Modi e un virologo di alto livello, secondo l’indagine. Ashwani Vaishnaw, ministro delle tecnologie dell’Informazione appena nominato, ha respinto le accuse, definendole sensazionali, esagerate, e un tentativo di mettere in cattiva luce la democrazia indiana. Pochi minuti dopo la sua dichiarazione in Parlamento, il sito web indiano indipendente The Wire, ha rivelato che il suo nome è apparso anche sulla lista come potenziale obiettivo di sorveglianza nel 2017, all’epoca non era un membro del Bharatiya Janata Party di Modi.
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