La crisi del centrodestra europeo
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Nelle ultime settimane all’interno del centrodestra europeo sono successe due cose che lo hanno indebolito: in Germania il partito di centrodestra Unione Cristiano-Democratica (CDU), guidato per 18 anni dall’influente e popolare cancelliera uscente Angela Merkel, ha perso le elezioni.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ott 16, 2021 19:22 Europe/Rome
  • La crisi del centrodestra europeo

Nelle ultime settimane all’interno del centrodestra europeo sono successe due cose che lo hanno indebolito: in Germania il partito di centrodestra Unione Cristiano-Democratica (CDU), guidato per 18 anni dall’influente e popolare cancelliera uscente Angela Merkel, ha perso le elezioni.

In Austria l’altrettanto influente ex cancelliere Sebastian Kurz, a capo del Partito Popolare Austriaco (ÖVP), di centrodestra, si è dimesso dal suo ruolo dopo essere rimasto coinvolto in uno scandalo di corruzione. La crisi del centrodestra non riguarda solo Germania e Austria, però: anche in altri paesi europei il centrodestra si è indebolito, e a livello europeo il più importante partito di centrodestra, il Partito Popolare Europeo (PPE), è rimasto, come ha scritto Politico, «senza timone». Oltre a essere stata per anni il personaggio politico più importante e influente d’Europa, Angela Merkel aveva guidato per 18 anni il partito di centrodestra Unione Cristiano-Democratica (CDU), uno dei principali partiti all’interno del PPE, ed era considerata la guida informale anche della formazione europea. Merkel non si era ricandidata alle ultime elezioni in Germania e il comitato esecutivo del partito aveva scelto come candidato per il suo ruolo Armin Laschet, primo ministro della Renania Settentrionale-Vestfalia. Laschet non è riuscito ad attrarre molti consensi, facendo di conseguenza precipitare anche quelli della CDU e perdendo le elezioni, vinte, anche se di poco, dal centrosinistra. Il leader socialdemocratico Olaf Scholz ha deciso di provare a governare senza il centrodestra, che per la prima volta in 16 anni sarà quasi certamente estromesso dal governo. Alle elezioni tedesche, poi, si è rafforzata molto anche l’estrema destra. La decisione di Merkel di non ricandidarsi e il risultato delle elezioni tedesche hanno quindi indebolito molto uno dei partiti di centrodestra più influenti dell’Unione Europea, e quello che è successo in Germania riflette una situazione più ampia di crisi del centrodestra in altri paesi. In Italia, Francia, Cipro, Polonia e Ungheria, per esempio, sono molto più forti o stanno guadagnando consenso partiti di destra o estrema destra, più che di centrodestra, e tutt’altro che moderati ed europeisti. E il centrosinistra ha più consensi del centrodestra in Germania, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Uno dei membri del PPE ha detto a Politico: «Non siamo in abbastanza governi all’interno degli stati membri». La situazione si potrebbe riassumere così: in molti paesi europei, il centrodestra si sta trovando schiacciato da un lato a destra, con partiti populisti e nazionalisti che raccolgono molto consenso, dall’altro a sinistra, dove a raccogliere consenso sono soprattutto partiti attenti ai temi del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale. Una possibile soluzione a questo problema era rappresentata proprio dall’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Kurz – definito anche come wunderkind, “bambino prodigio”, per le sue doti politiche e perché fu eletto per la prima volta cancelliere a 31 anni – è il leader del partito di centrodestra ÖVP (Partito Popolare) e, da cancelliere, era riuscito a raggiungere un accordo per governare coi Verdi, unendo quindi le forze di centrodestra a quelle ambientaliste e progressiste.

 

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